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Superbonus 110: la trappola dietro le opportunità

Dal sogno di una casa 100% elettrica e confortevole all’incubo di bollette elettriche esagerate

 

Sempre più famiglie approfittano dei benefici del Superbonus 110% sulle riqualificazioni energetiche, una pioggia di denaro emessa dallo Stato per abbattere l’inquinamento prodotto dalle nostre case. Tra gli “interventi trainanti” che permettono di accedere al Superbonus c’è anche la pompa di calore elettrica, che sostituisce la caldaia a combustibile e permette di chiudere il contatore del gas e non ricevere più le relative bollette.
Ma dietro questa corsa alla ristrutturazione per rendere le case 100% elettriche — prima che lo Stato chiuda i rubinetti degli incentivi — c’è un’insidia: impianti progettati in fretta e furia, senza i giusti calcoli e perfino aggiungendo apparati non necessari solo perché coperti dal Superbonus.

 

Non sempre infatti “di più è meglio”: l’obiettivo di questi interventi dovrebbe essere solo il massimo comfort della famiglia che vivrà nella casa ristrutturata, al caldo anche in inverno, risparmiando sui costi energetici e abbattendo le emissioni inquinanti. Un impianto sovradimensionato o, al contrario, sottodimensionato perché progettato senza le dovute analisi e simulazioni, porterebbe a costi di manutenzione e bollette troppo pesanti per gli anni a venire.

 

Ma cosa può fare una famiglia per avere una casa 100% elettrica, che inquina e consuma meno, senza la paura di ritrovarsi a spendere più di prima? Lo spiega l’Ing. Samuele Trento, divulgatore noto in Italia per il tema delle pompe di calore elettriche e fondatore della rete di installatori termoidraulici Sigillo Sicuro.
«La chiave è mettere al centro dell’intervento di riqualificazione energetica i dati reali: le necessità attuali e future della famiglia, i dati climatici e meteorologici della zona, le caratteristiche tecniche dell’edificio e le prestazioni certificate degli apparati che si andranno ad installare».

 

La via maestra è partire dalla “Valutazione delle opportunità”: si definiscono i lavori che rispettano le esigenze della famiglia, evitando di aggiungere apparati superflui (cioè privi di reale utilità) solo perché coperti dal Superbonus. Da questo momento, secondo il metodo creato dall’Ing. Trento e adottato dagli oltre 100 installatori professionisti Sigillo Sicuro, si può procedere al calcolo del fabbisogno energetico della casa e alla simulazione realistica dei suoi futuri costi energetici.

 

«Si procede poi alla stesura del progetto esecutivo da presentare al Comune, assieme a tutte le pratiche collegate alla ristrutturazione. Ottenuto il “via libera”, si realizza materialmente l’impianto installando la pompa di calore, il fotovoltaico, le batterie di accumulo e tutti gli altri apparati, per poi procedere alla loro integrazione e infine al collaudo. A questo punto, tutto è messo in funzione in via definitiva e la famiglia può iniziare a “Vivere Senza Gas” risparmiando anche migliaia di euro l’anno rispetto ai costi pre-ristrutturazione».
La figura dell’installatore termoidraulico cui si rivolge la famiglia ha un ruolo chiave in tutti questi passaggi. Non basta più saper posare i tubi: per destreggiarsi con tutte le nuove tecnologie e le esigenze della riduzione dell’inquinamento serve un vero professionista del risparmio energetico, capace di dialogare con progettisti, elettricisti, architetti e ingegneri. Capace anche di proporre loro soluzioni innovative e di accompagnare la famiglia nel tempo per la migliore gestione dell’impianto.

 

Il gruppo di installatori Sigillo Sicuro nasce proprio per aggregare e formare i migliori termoidraulici sulla piazza, insegnando loro lo speciale protocollo dell’Ing. Samuele Trento per rendere full electric le case delle famiglie e sigillare in sicurezza — da qui il nome — i contatori del gas.
Da anni l’Ing. Trento sfata i falsi miti sulla pompa di calore elettrica con i video sul suo canale YouTube e con gli articoli del suo blog. Ad esempio la diceria secondo cui non si può collegare una pompa di calore elettrica ad un impianto a radiatori: è falso, tant’è che gli installatori Sigillo Sicuro l’hanno già fatto con successo centinaia di volte, in varie città e con diverse zone climatiche. Un’altra convinzione errata è che la pompa di calore elettrica non funzioni se la temperatura esterna scende sotto zero. Eppure nei Paesi più freddi d’Europa come Svezia e Danimarca le pompe di calore elettriche soppiantano le caldaie a combustibile a migliaia ogni mese. Ormai infatti le macchine professionali lavorano anche fino a -20°C senza alcun bisogno di integrare nell’impianto una caldaia a combustibile.

 

Insomma, quella dell’Ing. Samuele Trento e del gruppo di installatori Sigillo Sicuro è una vera missione, non un semplice lavoro, partita ben prima dell’introduzione del Superbonus. La speciale Accademia fondata dall’Ing. Trento, rivolta a termotecnici che vogliono distinguersi dal comune posatore di tubi, ha già formato oltre 100 installatori professionisti specializzati nelle pompe di calore elettriche ed è aperta a nuove candidature. Alle competenze tecniche trasmesse agli “studenti” fin dall’apertura dell’Accademia ora si aggiungono quelle amministrative, per destreggiarsi senza errori nella complessa normativa del Superbonus 110.

 

Info: www.sigillosicuro.it