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I Buonatavola Sini, oltre un secolo di bontà

Tradizione e innovazione: è la ricetta vincente che caratterizza il lavoro dell’azienda di Nepi

  Tradizione ed innovazione sono elementi indispensabili alla realizzazione di prodotti di qualità. Tradizione è sinonimo di saldo legame a modelli e metodologie consolidati nel tempo, indispensabili a garantire un’offerta artigianale eccellente ed imperniata sulla continuità. Innovazione è sinonimo di apertura verso prospettive future che permettano di ideare nuovi sistemi in grado di sostenere l’evoluzione sia delle strutture, sia della produzione. I Buonatavola Sini, azienda di Nepi (Viterbo), è tutto questo: un giusto e attento connubio tra modelli di lavorazione provenienti dal passato e continua attenzione ai mutamenti e all’evoluzione del settore di riferimento. Oggi l’azienda, guidata dall’amministratore Giuseppe Capuani, ha esteso la propria posizione in campo nazionale ed è sempre più un punto di riferimento anche per il mercato statunitense. Il Pecorino Romano del Lazio Dop è il prodotto di eccellenza, eccellenza che si può ritrovare anche nella Ricotta Romana Fulvi Dop e nei numerosi formaggi da tavola. Per parlare della storia dell’azienda bisogna fare un deciso passo indietro e andare agli inizi del ventesimo secolo: è allora che i fratelli Fulvi si dedicano con cura a salare, stagionare e distribuire le forme di formaggio Pecorino Romano prodotto nel Viterbese e nell’Agro Romano. Successivamente avrà inizio l’esperienza produttiva accompagnata quasi in contemporanea dall’esportazione negli USA. Il Pecorino Romano da esportazione viene da allora identificato Pecorino Romano Genuine Fulvi. Tale denominazione è a tutt’oggi la prerogativa che permette di distinguere il nostro prodotto dagli altri presenti sul mercato, sia statunitense che interno, afferma Capuani e ci tiene anche a sottolineare la storicità del marchio. Quest’ultimo è costituito dall’Ancora, simbolo attribuito ai tempi alle società che praticavano l’export verso gli USA, che avveniva esclusivamente via mare. Da allora sia la produzione che l’attenzione ai parametri qualitativi hanno subito mutamenti determinati dall’evolversi dei mercati e anche dall’impiego sempre più massiccio della tecnologia all’interno dei cicli produttivi. La Denominazione di Origine Protetta possiamo dire sia arrivata proprio a suffragio di quanto appena affermato e, nel caso de I Buonatavola Sini rappresenta oggi solo il requisito di partenza cui hanno fatto seguito le varie ISO, la IFS, principale certificazione di qualità di livello internazionale e da ultima la FDA, rilasciata direttamente da organi USA. La sinergia tra questi elementi ha permesso a I Buonatavola Sini di diventare il produttore di Pecorino Romano del Lazio più rappresentativo nell’intera regione. Il raggiungimento di tutti questi traguardi non è poco conto per un’azienda che nel 2005, anno in cui è subentrato alla guida Capuani, sembrava destinata all’oblio. E anche in questo caso bisogna tornare a parlare di storia. Siamo nel 1958 quando la Fulvi SpA realizza il nuovo complesso a Nepi, quello dove ancora oggi prosegue l’attività de I Buonatavola Sini. Sono gli anni della ripresa dopo il secondo conflitto bellico, quelli del boom economico. Nel 1974 arriva Agostino Sini: nasce la Sini-Fulvi. L’industria italiana, anche quella alimentare, sta cambiando passo. Lo fa anche l’impresa viterbese, in un quadro legato alla produzione di formaggi da tavola, Ricotta Romana e Pecorino Romano assai forte nell’area di riferimento. All’inizio degli anni 2000 invece, la contrazione appare spietata. Sini-Fulvi è in forte regressione e i mercati di riferimento sono sempre più ridotti. Di conseguenza sono calati a ritmi vertiginosi gli affari. Sini, ormai stanco e demotivato, chiede all’amico Giuseppe Capuani di subentrare alla guida dell’azienda. Capuani, che con la Sini-Fulvi vanta anni di collaborazione di natura puramente commerciale, accetta la sfida e, con un cambio di proprietà e di assetto sociale, diventa Amministratore Unico della neonata I Buonatavola Sini. Quattordici anni dopo quella sfida, paragonabile ad una sorta di salto nel buio, non solo è stata vinta, ma produce ancora oggi risultati considerevoli. Basta guardare i dati consolidati dell’ultimo bilancio. Essi ci parlano di un fatturato cresciuto di oltre il 20%, passando dai 9.5 milioni di euro del 2017 ai quasi 11.5 milioni del 2018. «Un trend di crescita che si sta confermando anche per il 2019» afferma con orgoglio Capuani. Altri numeri certificano la forza di un’azienda prossima a nuovi decisi passi verso un ulteriore sviluppo: sono infatti 15 milioni il totale dei litri di latte lavorato nell’anno, con una proporzione di dieci a cinque per il latte ovino. Dodicimila i quintali di Pecorino Romano del Lazio DOP prodotto annualmente, pari a circa 35mila forme. A cui bisogna aggiungere la Ricotta Romana, 4.500 q.li messi in commercio nei dodici mesi, un terzo dei quali Dop. Per non parlare della felice intuizione nel segmento dei porzionati, una sorta di esperimento e oggi irrinunciabile prerogativa aziendale. Nel frattempo alle porte de I Buonatavola Sini bussano altri potenziali acquirenti di Paesi importanti, come il Brasile e l’Australia. La sfida futura è appunto questa: «Stiamo studiando le strategie imprenditoriali necessarie per affrontare questa possibile, ulteriore espansione», riflette Capuani, imprenditore che dimostra di amare le sfide, ma di sapere anche attendere prima di lanciarsi in una nuova avventura. «La volontà c’è. Spetterà a noi cogliere questa opportunità senza vanificare sforzi sia in termini economici che organizzativi, che sicuramente occorreranno» Info: www.ibuonatavolasini.com