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Associazione di stampo mafioso, Landolfi: giusta la maggior tutela ma in linea con l’articolo 416 bis

In materia penale, uno dei temi più dibattuti negli ultimi mesi riguarda le decisioni della Corte di Cassazione in merito alla configurabilità del reato associativo di stampo mafioso. «Un tema critico — spiega l’avvocato Marco Landolfi, tra i maggiori esperti in materia — perché da un lato è ragione di maggior tutela, dall’altro si rischia di creare un unico calderone nel quale finiscono anche persone per le quali evidentemente questa fattispecie non dovrebbe essere configurabile». in modo particolare, negli ultimi anni, la Cassazione, ha introdotto il concetto di “piccole mafie”, quali gruppi autoctoni, differenti dalle c.d. mafie “tradizionali” ma che ne costituiscono la proiezione. «Il problema è che riconoscendo lo stampo mafioso — prosegue Landolfi — si innescano una serie di effetti che, per persone che con la mafia non hanno a che vedere, creano gravi pregiudizi. Si pensi alla custodia cautelare, che in questi casi scatta immediatamente. Così come è immediato lo stigma sociale che segue la configurazione di questo reato. In un sistema garantista sarebbe auspicabile vengano definiti con maggiore precisione i ruoli degli associati in linea con la norma 416 bis del Codice Penale». Proprio la tutela in ambito penale è tra le attività principali dello studio legale Landolfi, attivo a Roma dal 2012 e oggi impegnato anche in materia di diritto civile. «Troppo spesso siamo di fronte a pagine di cronaca intente a raccontare episodi di violenza, e sopraffazioni — conclude Landolfi — additando senza nemmeno troppi scrupoli persone interessate e ancora nemmeno indagate. Assistiamo da subito i nostri clienti, anche se appena coinvolti in questioni penali perché non bisogna sottovalutare la fase iniziale del processo penale, momento delicato e a volte decisivo». Info: www.studiolegalelandolfi.it