Agri Piacenza Latte

Agri Piacenza Latte è consorzio di Piacenza. Fondato nel 1999, ha vent'anni di esperienza nel settore. ​ La nostra "forza" è nei nostri membri: circa 150 produttori di latte (e circa 25.000 mucche) delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Piemonte e Friuli Venezia Giulia.
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Esplosione costi e impatto piani produttivi, parla Agri Piacenza Latte

«Premesso che la lievitazione dei costi è un fattore che grava su tutte le imprese, mi limiterò agli effetti distorsivi sul mercato dovuti al piano produttivo del Grana Padano. 1) Il latte destinato a Grana Padano è poco più di un terzo della produzione della zona vocata: già questo induce una disparità tra le varie imprese, alcune delle quali hanno il diritto di accedere alla DOP usufruendo di un reddito maggiore rispetto a quelle che, pur avendo gli stessi requisiti, non vi possono accedere a causa del contingentamento della produzione. 2) La libera compravendita delle quote toglie ad alcune zone, storicamente vocate, il diritto di produrre la DOP. 3)

 

Le quote vengono scambiate come vere proprie azioni e aumentano in modo proporzionale il potere di rappresentanza nel Consorzio. Come conseguenza, la sua governance sta finendo nelle mani di un gruppo ristretto di soggetti. 4) Attraverso il piano produttivo, il Consorzio può modificare i volumi immessi sul mercato per sostenere il prezzo del trasformato e abbassare il costo della materia prima necessaria per l’eccesso di offerta rispetto alla domanda. Questa considerazione avrebbe già dovuto attirare l’attenzione dell’authority per la libera concorrenza. 5) La politica agricola italiana incentiva con contributi sostanziosi le imprese che producono DOP e ne favorisce lo sviluppo, ma gli aumenti produttivi dovuti agli ammodernamenti, trovando la barriera del contingentamento del piano produttivo, si riversano sul mercato dei derivati del latte di minor pregio peggiorando tale mercato. Nessuna critica al Consorzio che ha operato nell’ambito delle autorizzazioni ricevute, ma un po’ di rammarico per l’assenza di chi dovrebbe tutelare il comparto latte nel suo complesso».

 

Info: www.agripclatte.it

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