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Cataratta, quando intervenire per ritrovare le piena funzionalità visiva

La tecnica è di tipo chirurgico, come sottolinea il Prof. Vincenzo Scorcia. Facoemulsificazione, laser a femtosecondi e Premium IOLs le ultime novità   La cataratta è la progressiva opacizzazione del cristallino, principale lente che permette di focalizzare i raggi luminosi e le immagini sulla retina. Sebbene sia una patologia senile, non sono rari i casi in pazienti più giovani. La terapia è chirurgica ed è indicata in tutti i casi in cui tale opacità non consenta lo svolgimento della normale attività quotidiana. «L’intervento – spiega il Prof. Vincenzo Scorcia – consiste nell’asportare il cristallino opacizzato e nella sostituzione con uno artificiale di materiale plastico o lente intraoculare (IOL), con il ripristino della normale visione in tempi rapidi e con elevata sicurezza. La tecnica di riferimento è la facoemulsificazione, che sfrutta l’energia degli ultrasuoni per frammentare ed aspirare il cristallino». Una recente evoluzione è il laser a femtosecondi o femtolaser. «Che permette l’esecuzione dell’intervento senza l’uso di bisturi, rendendo ancora più sicuri, precisi, ripetibili e riproducibili alcuni steps chirurgici, realizzando le fasi più delicate in modo automatizzato. Ulteriore innovazione sono le “Premium IOLs”, cristallini artificiali che consentono di correggere astigmatismi anche elevati e presbiopia, cioè la difficoltà nella visione da vicino. Tali lenti possono garantire una totale indipendenza dagli occhiali». Info: www.scorciaoculistica.it