Contrastare la mortalità nella Sepsi neonatale: il supporto diagnostico Point of Care indispensabile

La Sepsi costituisce la prima causa di mortalità neonatale, in particolare nei neonati pretermine o di basso peso alla nascita. L’incidenza nel neonato a termine è dello 0,1% e nel pretermine raggiunge il 20%.

Attualmente il supporto delle analisi biochimiche nella diagnosi propone la misura dei leucociti e della PCR, che nonostante siano un valido supporto, risultano essere aspecifici. Nella Sepsi degli adulti la Procalcitonina (PCT) è un marker decisivo ma difficilmente applicabile nel campo neonatale per l’assenza di tecnologie che consentano l’analisi della PCT su piccole quantità di sangue. Negli ultimi anni in Italia sono stati effettuati numerosi studi sull’utilità di un nuovo marker di sepsi: la Presepsina (PSEP), caratterizzata da una cinetica rapidissima con un tempo di attivazione di sole due ore. Questo fa di PSEP un marker molto precoce che consente di anticipare di circa 24 ore la diagnosi e la sterwardship antibiotica.

GEPA Srl, specializzata in strumenti Point of Care, distribuisce in Italia il dispositivo PATHFAST, l’unica piattaforma che permette la misura contemporanea di PCR, PCT e PSEP con risultati in 15 minuti e con sole due gocce di sangue intero. L’introduzione in reparto di questa tecnologia, dal costo contenuto, permetterebbe un’immediata ed efficiente gestione della Sepsi, garantendo ai piccoli pazienti di ricevere un’appropriata e tempestiva terapia.

Nel contempo si potrà limitare l’incidenza delle resistenze agli antibiotici e soprattutto ridurre la mortalità neonatale.

Info: www.gepasrl.it