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Digitalizzazione e smart working

Investire in innovazione per fronteggiare la crisi

La digitalizzazione può aiutarci in questo periodo, ne parliamo con Sauro Salvadori, AD di Hyperborea che da 20 anni lavora con le imprese che intraprendono questa evoluzione. C’è il rischio di un ritorno delle misure restrittive, come non bloccare di nuovo l’attività impresariale? Naturalmente bisogna prestare attenzione alle procedure sanitarie, ma è importante organizzare la digitalizzazione di quante più “azioni” possibili negli uffici e centri di produzione. L’emergenza ci ha colto impreparati e abbiamo “solo” lavorato da casa, con le limitazioni che tutti conosciamo. Adesso sappiamo che con lo smart working non cambia solo il luogo, ma anche il modo in cui si lavora. Stiamo imparando (e dovrebbe farlo anche il legislatore!) a spostare l’attenzione dal tempo agli obiettivi e risultati. La maggior parte dei dipendenti ha un forte senso di responsabilità, se forniamo loro chiarezza rispetto alla meta da raggiungere e strumenti per farlo, riusciremo a perseguire e forse superare gli obiettivi aziendali. Parlava di strumenti: la soluzione è tecnologica? La soluzione è anche tecnologica; faccio un esempio caro ad Hyperborea: non ha senso dotare i dipendenti del miglior strumento di gestione di informazioni e documenti se prima non abbiamo condiviso regole di creazione, condivisione e conservazione di documenti digitali. Conoscere gli obiettivi che sottendono ad una scelta tecnologica aiuta a comprenderne il valore e l’utilità. La tecnologia è un supporto per trasformare l’attuale contesto di incertezza in un’occasione di revisione di prassi obsolete. Digitalizzare la gestione dei documenti aumenta l’efficienza dell’azienda, anche in smartworking. Una corretta implementazione dello smart working passa dalla digitalizzazione dei documenti? Sì e no. Sì perché in smart working è più facile condividere un pdf che un foglio cartaceo, no perché… non è sufficiente. Avere un pdf è poco utile se non mi è chiaro di quale lavoro è la traccia, quale iter deve vivere nell’azienda, chi deve averlo, firmarlo o condividerlo. Una tecnologia flessibile, capace di adattarsi all’azienda, offre spazi di lavoro virtuale in cui trattare informazioni e documenti senza limiti. Avremo imprese dinamiche in cui si valorizza il tempo, in cui vige la flessibilità organizzativa, in cui migliorerà il clima aziendale… ricorderemo il Covid-19 come il virus che ci ha spinti a abbandonare la procrastinazione tipica delle aziende che devono affrontare grossi cambiamenti. Secondo lei tornerà tutto come prima? Tornerà come prima la nostra necessità di condivisione, ma abbiamo imparato ad apprezzare a lavorare in spazi — come la nostra casa — che ci trasmettono un’aumentata qualità della vita. Da questa dualità usciremo riorganizzandonci: in questi mesi i nostri Record Manager hanno supportato i clienti che in poche ore - avendo la tecnologia - sono riusciti a modificare le modalità operative dei dipendenti, in maniera agile e senza alcuno strappo nella produttività. Non tornerà tutto come prima, il cambiamento è stato radicale e abbiamo superato il punto di non ritorno.