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GM-Green Methane ancora protagonista

Nuovo allaccio di biometano in rete. E... domani? Carbon Capture

GM-Green Methane (GM) raggiunge un altro traguardo. L’azienda di Mira (VE), che trasforma il Biogas in Biometano con un processo a ridottissima impronta ambientale, ha avviato il suo ultimo impianto nel Lazio immettendo in rete i primi metri cubi di Biometano lo scorso maggio. Il Biometano è un gas utilizzato in sostituzione del gas naturale: a differenza di quest’ultimo, si ottiene a partire da rifiuti organici e sottoprodotti dell’attività agricola e industriale previa loro trasformazione in biogas e successiva raffinazione per eliminare l’anidride carbonica (CO2) ed altri composti indesiderati, il cosiddetto Upgrading del Biogas. GM è azienda leader nel panorama italiano in questo settore: seguirà a breve l’avviamento di altri 2 impianti, in Veneto ed in Emilia-Romagna. È poi in costruzione un altro impianto in Lombardia ed uno nelle Marche. Inoltre la tecnologia GM è già stata validata da molti altri clienti ed impiegata in circa 20 iter autorizzativi di impianti destinati a produrre Biometano, iter tuttora in corso, grazie al suo basso impatto ambientale. GM, grazie all’esperienza delle due società fondatrici, Marchi Industriale e Giammarco-Vetrocoke (licenziataria di quasi 400 impianti di rimozione CO2 nel mondo), ha adattato un processo basato su un lavaggio ad acqua e sali alle condizioni tipiche degli impianti di Upgrading del Biogas, ed è in grado di fornire impianti “chiavi in mano” con prestazioni ai livelli massimi della categoria. «Il nostro punto di forza” — spiega l’Ing. Maurizio Pastori, Amministratore Delegato di GM — è una vision aziendale che mette al primo posto l’ambiente, condizione peraltro irrinunciabile dato che siamo un’impresa che opera nel settore delle energie rinnovabili. Ciò significa l’aver sviluppato un processo caratterizzato da ottime performance ambientali e ridotti consumi dove l’attenzione all’ambiente si coniuga con l’attenzione ai costi ed alla redditività degli investimenti; un caso particolare di situazione “win win” tra ecologia ed economia!». L’Ingegnere vede che è in corso una transizione di paradigma mentale: «spesso, nel passato, i capitani d’azienda si sono assuefatti a questa falsa dicotomia — prosegue Pastori — cioè decidere se massimizzare il profitto o investire in protezione ambientale. Con GM la questione non si pone in quanto la tecnologia proposta va in entrambe le direzioni. Un esempio? Il nostro sistema di Upgrading ha perdite di metano in atmosfera inferiori a 0,1%, laddove la media della categoria è tra 1% e 3%. Questo significa non solo massimizzare il profitto dalla vendita di Biometano, ma essere già pronti ad accogliere la sfida ambientale che sempre più determinerà le scelte future di governi ed aziende. Un altro? I bassi consumi energetici permettono di ridurre l’utilizzo di risorse naturali, ma anche di ridurre i costi di esercizio. La Life Cycle Cost Analysis parla chiaro: a conti fatti, il nostro impianto risulta sempre il meno costoso». Ma GM non si limita al Biogas Upgrading. Ultimamente s’è destato un notevole interesse sulle tecnologie di “Carbon Capture” da fumi industriali al fine di limitare l’immissione di CO2 in atmosfera e contrastare il Climate Change. «Stiamo realizzando accordi con multiutility italiane per installare impianti di recupero e stoccaggio di anidride carbonica proveniente da gas di camino di centrali elettriche e termovalorizzatori». Giammarco-Vetrocoke ha già da tempo avviato una collaborazione con partner del Nord Europa per realizzare progetti simili in Svezia e Norvegia. La sfida ai cambiamenti climatici si fa sempre più ambiziosa, e GM-Green Methane giocherà sicuramente un ruolo da protagonista. Nomen Omen. Info: www.gm-greenmethane.it