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Hynnova: sistemi sanitari sostenibili e resilienti con la Data Science

Hynnova è una società benefit e una start-up innovativa che ha come obiettivo abilitare la transizione dei sistemi sanitari verso modelli più evoluti e centrati sul paziente, più sostenibili e resilienti alle crisi sanitarie, come quelle indotte dal Covid-19. È un’iniziativa che nasce in Italia ma con una prospettiva europea, grazie alla partecipazione di EIT Digital, una delle community dello European Institute of Innovation & Technology, organismo dell’Unione Europea creato nel 2008 per rafforzare la capacità d’innovazione dell’Europa. Ce ne parla Luca Calvetti, fondatore e CEO.

Di che cosa si occupa Hynnova?

«Trend demografici e pandemie generano un’enorme pressione sui sistemi sanitari. Si allunga la vita, ma anche la parte in cui non si è autosufficienti: aumenta così il bisogno di assistenza e cura. Con il Covid-19 emergono i rischi del concentrare le persone più fragili in ospedali o case di riposo. Già da tempo l’OMS considera l’attuale modello non più sostenibile. La missione di Hynnova è utilizzare le nuove tecnologie e la Data Science per rendere la sanità più efficiente, ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili e assistere di più e meglio i cittadini. Così in futuro potremmo essere curati a casa più a lungo. Lo stato di salute potrà essere monitorato in tempo reale e potremmo essere assistiti in modo continuo e tempestivo».

Come Nasce Hynnova?

«...Nel lockdown EIT Digital ha pubblicato una call per sollecitare lo sviluppo di soluzioni digitali utili a fronteggiare gli effetti della pandemia. Abbiamo partecipato e vinto con il progetto ‘Arianna Safe Care’. Abbiamo realizzato una piattaforma tecnologica per ottimizzare le attività di Home Healthcare, per aiutare ASL, aziende private e operatori del Terzo Settore che si occupano di assistenza domiciliare (ADI, SAD, cure palliative o altre attività di assistenza a domicilio). Lo abbiamo fatto con la matematica e il machine learning, per ottimizzare l’attività del personale sul territorio integrando l’utilizzo dei dati fisiologici e modelli predittivi per essere più efficaci ed efficienti».

Perché avete deciso di costituirvi come ‘Società Benefit’?

«Il nostro obiettivo è avere un impatto positivo anche sulla qualità della vita di chi soffre e di chi lo aiuta. Abbiamo realizzato App con cui gli assistiti e i loro caregivers potranno ricevere informazioni sulle prestazioni e aggiornamenti in tempo reale, e comunicare con il personale sanitario. Inoltre, offriremo i nostri servizi a titolo gratuito ad alcune onlus, in modo che possano utilizzare al meglio il tempo dedicato agli altri».

Chi ha contribuito al progetto?

«L’italiana Hypermynds e l’olandese Kinetic Analysis come partner tecnologici; inoltre siamo affiancati nella attività di R&D e di business development da BioIndustry Park di Ivrea e FITS! Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore».

Quali sono i vostri programmi per il prossimo futuro e come pensate di realizzarli?

«Abbiamo lanciato a fine novembre il servizio ‘Arianna Safe Care’. Abbiamo un primo utente e alcune sperimentazioni in corso. Dovremo ora diffonderlo in Italia e all’estero, grazie anche alla standing del nostro socio EIT Digital. Lato R&D, oltre che sui vital signs stiamo già pensando a come ottimizzare l’attività degli ospedali e ottimizzare i flussi di persone al loro interno. Gli obiettivi sono: utilizzare al meglio la capacità produttiva ed evitare inutili attese ai pazienti e, quindi, assembramenti e rischi».

Info: www.hynnova.com