Il futuro dell’oncologia tra burocrazia e opportunità tecnologiche

La pandemia Covid-19 ha costretto il Servizio Sanitario Nazionale a concentrare le sue energie nel contrasto al virus e nell’assistenza ai malati di Covid-19, provocando ritardi nell’erogazione delle cure ai pazienti oncologici. Ma i tumori non vanno in quarantena e ora dobbiamo recuperare il tempo perduto. Così si esprime il Ministro della Salute nella prefazione alla decima edizione de “I numeri del cancro in Italia”. Ma recuperare il tempo perduto da solo non basta. Gli investimenti devono diventare strutturali, il “prendersi cura” deve passare attraverso la medicina di prossimità e si devono promuovere tecnologie avanzate, spesso impantanate nelle maglie della burocrazia e non ancora disponibili in modo diffuso e accessibile.

 

Questo è il caso della radioterapia intraoperatoria ad elettroni o, più sinteticamente, IOeRT. Il trattamento avviene mediante l’utilizzo di appositi acceleratori lineari durante la fase chirurgica quando il letto tumorale è esposto e può, di conseguenza, essere raggiunto con grande precisione dal fascio di elettroni, il trattamento dura meno di un minuto. ll medico ha la visualizzazione diretta del tumore e può in questo modo proteggere e spostare le strutture sane e gli organi vitali, colpendo le cellule tumorali residuali nel momento in cui sono più vulnerabili.

 

Ma quali sono i tumori che possono essere trattati con questa radioterapia di precisione?
La IOeRT ha una lunga storia di applicazioni cliniche nella gestione di tumori solidi e le più importanti società scientifiche internazionali hanno pubblicato linee guida per il trattamento del cancro del pancreas, cancro del retto localmente avanzato e ricorrente, tumori della mammella, sarcomi e tumori ginecologici e genitourinari.
In Italia oltre settantamila tumori potrebbero essere trattati annualmente mediante IOeRT se non fosse per i ritardi del SSN che non ha ancora inserito la tecnica tra i trattamenti per i quali è previsto il rimborso, rimborso che invece è presente in vari paesi membri della Unione Europea.

 

Si tratta non solo di negare l’effettivo accesso a terapie sicure ed efficaci, ma anche di un paradosso, visto che la tecnologia alla base della IOeRT è tutta italiana, sviluppata dalla SIT che progetta, produce e commercializza i suoi acceleratori lineari in tutto il mondo. Info: www.soiort.com