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La chirurgia endoscopica e le diverse applicazioni nel campo delle patologie maxillo facciali

Dalla traumatologia alla neoplastica: l’esperienza diretta sul campo del Prof. Evaristo Belli

  La chirurgia endoscopica, nata per trattare le patologie disventilatorie, col tempo è stata applicata a tutte le chirurgie maxillo facciali. Attraverso tale tecnologia è ora possibile approcciare in modo mininvasivo le diverse patologie: dalla traumatologia alla malformativa, dalla neoplastica alla chirurgia orale. «Di sicuro – spiega il Prof. Evaristo Belli – le patologie che coinvolgono primariamente il naso ed i seni paranasali hanno risentito positivamente di tale evoluzione». Sinusopatie, difficoltà respiratorie, roncopatie, sleep apnea syndrome e neoformazioni benigne e maligne dei seni paranasali trovano la massima applicazione di questa tecnologia. «Le neoformazioni del complesso naso etmoidali senza o con coinvolgimento del basicranio erano prima trattate con interventi trans facciali o trans-cranio facciali, con evidenti reliquati estetici e funzionali che necessitavano di decorsi post-operatori lunghi». Un ulteriore balzo in avanti si è avuto applicando le metodiche di navigazione chirurgica alle tecniche endoscopiche. «Tale fusione ci permette di poter personalizzare il trattamento chirurgico a seconda del paziente. Così facendo, interventi complessi si sono “semplificati”. Un esempio è il trattamento di decompressione delle orbite e del nervo ottico nei soggetti affetti da esoftalmo: le attuali tecniche di endoscopia navigata permettono, per via trans-nasale e quindi senza cicatrici sul volto, di ampliare le cavità orbitarie, decomprimere i nervi ottici e risolvere l’esoftalmo con importanti risultati estetici e funzionali». Un altro campo di applicazione è quello delle patologie traumatiche dello scheletro facciale. «Mediante il trattamento endoscopico o endoscopicamente assistito, si ottimizza il risultato di riduzione e contenzione delle fratture, con il controllo diretto dei siti, limitando l’estensione delle incisioni o eliminandole del tutto». Info: www.evaristobelli.it