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La riabilitazione fisioterapica ai tempi del COVID-19

Ifor, centro fisioterapico ortopedico rieducativo, ha una lunga tradizione nella terapia fisica riabilitativa. Nasce nel 1974 nel centro di Torino come struttura privata e dal 1980 opera anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Nell’arco di quasi cinquant’anni, cambiando tre volte sede, ha fornito servizi riabilitativi di alto livello a un numero crescente di pazienti non soltanto torinesi. Nella filosofia dell’Azienda vi è da sempre la ricerca di collaboratori, sia medici che fisioterapisti, altamente specializzati, capaci di mantenere un continuo aggiornamento professionale unitamente a un upgrade tecnologico che consenta i massimi livelli di offerta terapeutica. Probabilmente è dovuta a questa filosofia, a questa volontà di continuo rinnovamento, la resilienza dimostrata da Ifor nel periodo di emergenza pandemica. La Dirigenza ha disposto, pur nella consapevolezza del danno economico che ne sarebbe derivato, la momentanea sospensione di ogni attività con un ampio anticipo rispetto a quanto successivamente consigliato, mai imposto, dalle Autorità competenti al fine di garantire la salute di utenti e collaboratori e consentire l’elaborazione di protocolli sicuri di accesso e di trattamento. Al termine, quindi, di una chiusura autoimposta dal 16 marzo al 28 aprile del 2020, la struttura è tornata in attività istituendo un efficace triage al quale tutti devono sottoporsi all’ingresso, accessi numericamente controllati nella logica del mantenimento del distanziamento sociale, messa a disposizione di dispositivi atti alla prevenzione dal contagio e protocolli di sanificazione continua. Gli ampi spazi e l’innovazione tecnologica perseguita negli anni consentono anch’essi un ripristino di attività coerente con le esigenze di un momento tanto particolare. Nella scelta della sua attuale sede, infatti, la Dirigenza optava per una metratura atta a consentire l’assoluta libertà di movimento al suo interno per i pazienti non deambulanti realizzando locali per i trattamenti individuali di dimensioni largamente eccedenti i requisiti di legge richiesti. In contemporanea veniva realizzata una vasca per idrochinesiterapia alla quale possono accedere anche pazienti paraplegici e neurologici della superficie di circa 20 metri quadrati. I costi di manutenzione di una vasca idroterapica sono proibitivi e per questa ragione sono pochissime le strutture disponibili in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale, ma i risultati riabilitativi sono veramente apprezzabili in patologie quali esiti di traumi e di interventi protesici. Nell’attuale momento post pandemico l’accesso alla vasca è riservato ad un massimo di due pazienti per turno orario. Negli ultimi mesi il Centro si è dotato di una avveniristica tecnologia robotica con l’intento di fornire valutazioni oggettive del paziente e possibilità riabilitative non solo ortopediche, ma neurologiche e geriatriche. In particolare, in ambito neurologico tale tecnologia consente la rieducazione funzionale post ictus e il trattamento di malattie degenerative del sistema nervoso centrale; in geriatria permette di lavorare sul controllo posturale, sulla propriocezione e sull’equilibrio rivelandosi particolarmente utile nella prevenzione del rischio di caduta nell’anziano. Nell’attuale emergenza la tecnologia robotica assume una rilevante valenza nella riabilitazione dell’anziano che ha maggiormente sofferto l’impossibilità di una normale deambulazione all’aperto. Info: www.fisiochinesiterapia.it