La rivoluzione dei contratti intelligenti. Arriva Lexecute, l’innovativa piattaforma per la gestione digitale della contrattualistica

Più o meno un anno fa fece un certo scalpore la notizia che in Estonia, per sgravare la giustizia dall’ingombrante mole delle piccole controversie legali che ne intasano i tribunali, si fosse deciso di investire in un’applicazione di Intelligenza Artificiale, una sorta di “giudice-robot” del tutto in grado di fare le veci del suo omologo umano.

Al di là dei casi più pittoreschi come questo, tuttavia, è ormai un fatto acclarato che la digital transformation stia sempre più facendosi strada perfino in uno dei settori tradizionalmente più conservatori e resistenti al cambiamento, come quello dei servizi legali. Nell’ultimo biennio, soluzioni e investimenti nell’industry del cosiddetto “legal tech”, ossia la galassia delle applicazioni digitali al servizio del diritto, stanno infatti conoscendo una crescita esponenziale.

Tra questi, l’ambito dell’automazione del Contract Management è sicuramente uno dei più vivaci e interessanti. I contratti, infatti, sono al cuore di ogni attività economica. La gestione e supervisione dei processi contrattuali e della documentazione legale rappresenta un’area critica per qualunque tipo di business, nella quale i benefici in termini di riduzione di costi e inefficienze apportati dall’automazione sono senza dubbio significativi. Pensiamo solo al risparmio in termini di tempo e spese legali portato da generatori di contratti intelligenti che, sulla base di semplici input iniziali, consentono di creare accordi legalmente vincolanti redatti in modo professionale e di firmarli elettronicamente con le controparti in pochi minuti.

E se i contratti fossero anche in grado di eseguire in modo autonomo e sicuro i termini stabiliti negli accordi? È da questa domanda che è partito il team di R&D di Faberbee, una startup tutta italiana nata in seno alla capogruppo Par-Tec – system integrator operante nei mercati telco e finance – con il mandato di estenderne il patrimonio di competenze ad ambiti a forte tasso di innovazione, e in particolare a quello della Data Science e delle tecnologie Blockchain&DLT.

La risposta alla domanda è stata Lexecute, una piattaforma che permette la gestione dell’intero ciclo di vita di un contratto, dalla redazione all’esecuzione, fino alla gestione online di eventuali controversie.

L’infrastruttura tecnologica al cuore di Lexecute poggia sugli smart legal contract, accordi digitali legalmente vincolanti, con alcune parti (clausole o sezioni) costruite come componenti eseguibili da una macchina, allo scopo di collegarne i termini e l’adempimento degli obblighi a fonti di dati e sistemi software esterni.

Per meglio comprendere la logica di funzionamento di questi sistemi, prendiamo ad esempio il classico contratto di leasing auto. Già nella fase di istruttoria della pratica, la produzione dei documenti necessari alla valutazione del rischio e del merito creditizio (visura camerale, bilanci, ecc.) può essere richiesta direttamente dallo smart contract ai sistemi documentali connessi, facendo risparmiare tempo e seccature alle parti coinvolte. Analogamente, una volta effettuata la sottoscrizione con firma digitale qualificata, il contratto è in grado di eseguire in completa autonomia tutta una serie di altre operazioni e adempimenti, dalla gestione automatizzata, attraverso un sistema bancario deputato, del processo di incasso e pagamento dei canoni, alla raccolta di tutte le informazioni sul veicolo e sul suo utilizzo.

Questo esempio chiarisce bene anche un altro aspetto fondamentale e cioè che le nuove opportunità di gestione digitale dei rapporti contrattuali offerte dagli smart legal contract non dipendono soltanto dall’innovazione tecnologica in sé, ma soprattutto dal fatto di aver calato questa stessa innovazione all’interno di un ecosistema: Lexecute, in altre parole, si colloca al centro di una costellazione di servizi digitali esterni alla piattaforma (di tipo informativo, dispositivo, certificativo ecc.) essenziali per l’esecuzione dei processi contrattuali e possibili solo grazie alla più ampia trasformazione in senso digitale – e al conseguente mutamento culturale – del contesto sottostante.

Pensare a uno smart legal contract come alla versione digitale di un contratto cartaceo tradizionale non è, quindi, solo riduttivo, ma fuorviante. L’immagine più calzante è piuttosto quella di una network privata, in cui tutti gli attori coinvolti si scambiano informazioni, eseguono e certificano operazioni, monitorano lo stato di avanzamento del processo contrattuale.

Per rispondere alle esigenze di trasparenza e affidabilità che in una rete decentralizzata devono essere garantite, Lexecute utilizza una permissioned blockchain, ossia un registro distribuito incorruttibile in cui qualunque transazione o evento inerente la vita del contratto, dopo essere stato approvato dai nodi partecipanti, viene “notarizzato” – fornendo un’evidenza immodificabile utile, ad esempio, per la risoluzione di eventuali controversie. In aggiunta, e a ulteriore garanzia delle parti coinvolte, il protocollo di Lexecute prevede sempre la partecipazione di un nodo arbitro di terza parte alla validazione delle transazioni.

Uno dei casi applicativi che meglio rappresenta il potenziale espresso da una soluzione come Lexecute è quello dei già citati contratti di leasing, non solo da un punto di vista tecnico, ma ancor più per il loro volume e per la tipologia di clientela. Ma le potenziali applicazioni degli smart legal contract sono illimitate (locazione, compravendita di beni e servizi, utenze ecc.) e verosimilmente cresceranno sempre più nel prossimo futuro, favorendo l’automazione dei processi contrattuali tra individui, tra uomo e macchina o tra macchine nelle filiere industriali. La diffusione di questa tecnologia potrà consentire con il tempo di scalare la complessità dei contratti, grazie anche al parallelo ampliamento della rete di servizi a disposizione, portando così a una profonda evoluzione del mondo del Contract Management.

Info: www.lexecute.io