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L’Avvocato Gassani racconta la sofferenza che caratterizza il lavoro svolto dal penalista

«Sofferenza!». È l’esclamazione usata dall’Avv. Luigi Gassani per rispondere a chi gli chiede cosa sia l’attività togata. «Sofferenza – aggiunge – non tanto per il conflitto cui condanna. Che l’avvocato rappresenti o assista un uomo in pericolo, un interesse in contestazione, sono formule abbreviate che non rispecchiano la realtà. Egli è lo stesso uomo, quel medesimo interesse, reso tanto più sensibile dalla conoscenza che l’interessato barbaramente ha della sorte imprevedibile o contrastata che corre. E questa sofferenza è arte». Cassazionista con studio a Salerno e una perenne frequentazione degli ambienti giudiziari romani, l’avv. Gassani prosegue: «Presagio, scoperta, annuncio del nuovo, sofferenza verso un essere sperduto nella solitudine, il raggio della difesa limitato dalle ragioni dello Stato, l’imputato ridotto ad essere solo di fronte al Giudice. La difesa soppressa. Da questo nasce la sofferenza dell’avvocato. L’avvocato contro tutti, senza essersi anche lui macchiato del delitto. È forse in debito morale con la società? Stato, Codice, Pubblico Ministero, parte Civile, familiari della vittima, tutti contro. Lui da solo accanto allo sventurato colpevole, che non ha più nessuno al mondo salvo il suo difensore. Dietro un criminale, anche il peggiore, c’è sempre dolore umano, una tragedia è tanto più grave tanto più il colpevole dispera». L’avv. Gassani fa alcuni esempi: «Il sacerdote non lascia il morente per la gravità dei peccati. Ed il medico che deve curare un criminale lo abbandona? Perché l’avvocato dovrebbe essere un vile che realizza la moralità non a proprie spese ma a spese dell’assistito? L’avvocato difende l’istinto di conservazione del colpevole, difende la libertà non la verità. Dietro un delitto spesso si nascondono le vere ragioni, il movente, che se fosse rilevato potrebbe conquistare un po’ di benevolenza dalla Giustizia. Ma l’imputato, a volte, preferisce tacere per non offendere o discreditare chi avrebbe determinato in lui tanta acredine. E queste verità se le porterà fino alla morte». «Durante la discussione sofferta dell’avvocato penalista, si avverte il tremito di chi vibra di angoscia. Al dramma del colpevole, accanto all’espiazione per la commissione di un delitto, si associa la sofferenza dei suoi cari, che diventa quella del suo avvocato. La disperazione di una madre, di un padre, di un figlio: tante volte nello studio di un avvocato si consumano tali tragedie. L’avvocato diventa il filtro delle sofferenze e le deve, con amore, abbracciare». E se è parte Civile? «Si deve attenere ai fatti e mai attentare alla libertà di terzi, mai andare oltre le risultanze processuali. Non è un pugnale ghermito dalle mani sitibonde di vendetta agitato dai familiari della vittima. L’avvocato porta sulle sue spalle le sofferenze degli sventurati della società civile. A volte, preso dall’angoscia del processo, trascura la famiglia, perché è un privilegiato, ha l’amore ed il calore e pensa incessantemente alla solitudine dell’assistito e alla disperazione dei suoi familiari. L’avvocato diventa così parte integrante di una tragedia e sente che il suo cuore si schianta nell’angoscia, trasformandolo in un uomo dal dolore altrui». Info: www.gassaniavvocatoluigi.it