L’Azienda, tra i molteplici progetti è impegnata a promuovere la diffusione del biogas e la sostenibilità

Una storia che guarda ai 35 anni, due generazioni di imprenditori e una rete di filiali cresciuta dall’Europa all’America, al Medio Oriente, Africa e Oceania. E una parola d’ordine, “sostenibilità”, che segna la strada per i prossimi anni. È la Faresin Formwork, azienda con sede a Breganze (VI) leader nella produzione di casseforme, sistemi contro-terra ed elementi per l’edilizia, fondata nel 1987 da Guido Faresin.

 

«Fino a poco tempo fa, essere sostenibili nel nostro settore significava ridurre l’impatto ambientale – spiega Guido Faresin – mentre oggi, sostenibilità è sinonimo di tecnologie intelligenti, ricerca, sguardo rivolto al futuro con attenzione anche agli aspetti sociali del proprio lavoro». Parole, quelle del fondatore dell’azienda, condivise dalle figlie Chiara e Lucia e dal genero Giacomo Dalla Fontana, la seconda generazione che oggi affianca Guido nella conduzione dell’azienda. «Tutto questo – aggiunge – avendo le radici ben piantate nei valori tradizionali, ma rimanendo sempre attenti ad abbracciare il cambiamento nel segno del nostro slogan “Together we build the World”». Nel frattempo si guarda alle opportunità offerte in Italia e non solo dal Recovery Plan «perché – evidenziano i vertici dell’azienda – abbiamo maturato tutte le professionalità necessarie per affrontare grandi progetti, come già dimostrato con la fornitura della Pedemontana Veneta, e saremo in prima linea nella ripartenza tanto attesa, pronti a proiettarci nel futuro».

 

Una proiezione al futuro che si è già tradotta in una serie di progetti d’avanguardia, in Italia e non solo, che vedono la Faresin Formwork tra i protagonisti. A cominciare da SeiMilano, esperienza che sta contribuendo a rigenerare un quartiere abbandonato a nordovest del centro del capoluogo lombardo, sul percorso che in pochi minuti porta al Naviglio Grande.
Connessione tra città e campagna, integrazione tra spazi abitativi privati e aree pubbliche, permeabilità tra le diverse dimensioni urbane, sono le caratteristiche principali del progetto.
«Quelle che hanno determinato il nostro sì entusiasta alla committenza — spiega Chiara Faresin —. A questi aspetti vanno aggiunti gli standard elevati di sostenibilità ambientale che insieme all’economia circolare caratterizzeranno il nuovo quartiere, ma anche la connettività diffusa e le infrastrutture “smart”».
Il risultato sarà una città-giardino di ultima generazione, nella quale verde e qualità della vita accoglieranno con grande evidenza le mille famiglie che la abiteranno, restituendo identità a un’area fino a poco tempo fa lasciata a se stessa.

 

Ma la Faresin Formwork, fin dalla fondazione, ha un occhio di riguardo anche per i progetti nati per accompagnare i paesi del sud del mondo sulla strada dello sviluppo. Ecco allora che, in Kenya, l’azienda vicentina è nel pool che vede come capofila Gruppo Icm e Gruppo Cdp per realizzare “Konza Technopolis”. Considerata la punta di diamante del portafoglio di sviluppo “Vision 2030” del Kenya, Konza sarà una città di nuova concezione che punta a inserirsi nei prossimi anni sulla mappa mondiale dei centri tecnologici, specializzati in comunicazione, infrastrutture e imprese.
«Sarà in sostanza la prima città “smart” dell’Africa — spiega Giacomo Dalla Fontana — costruita a 70 chilometri dalla capitale Nairobi su un’area di oltre 2000 ettari».
Accanto agli interventi nell’edilizia, il progetto prevede la realizzazione di oltre 40 chilometri di strade, di parchi e impianti di potabilizzazione dell’acqua e di trattamento dei rifiuti. Ancora, l’edificazione di stazioni di polizia e dei vigili del fuoco, accanto a un polo tecnologico d’avanguardia con centri di ricerca, direzionali e università. Il tutto, nel segno della tecnologia avanzata, dell’impatto zero e della sostenibilità diffusa.

 

«Un progetto al quale teniamo moltissimo — evidenzia Guido Faresin — perché consentirà a uno dei paesi africani più promettenti di compiere un balzo deciso in avanti sulla strada dello sviluppo, non solo economico».

 

Ma il marchio Faresin Formwork non si traduce solo in progetti ad amplissima portata, perché l’azienda di Breganze è impegnata, contemporaneamente, a promuovere la diffusione del biogas e la sostenibilità in impresa. Sul primo fronte l’impegno si traduce, in particolare, nella fornitura di casseforme per la costruzione di impianti, con conseguente recupero degli scarti alimentari, abbattimento delle emissioni di gas serra e risparmio dei costi di produzione. Sul secondo fronte, si traduce in percorsi di economia circolare che partendo dall’installazione di pannelli solari prevedono riciclo di materiali, riduzione degli sprechi di carta e plastica e compensazione delle emissioni attraverso azioni dedicate.
A questo si aggiungono le numerose azioni di carattere sociale che l’azienda promuove da anni: dal lavoro con le scuole del territorio, al sostegno e promozione di progetti di sviluppo mantenendo, tra gli altri, un contatto costante con le ONG internazionali. Questo perché alla Faresin Formwork il bilancio sociale era una buona pratica applicata e consolidata ben prima che l’espressione entrasse nel linguaggio della politica o dell’impresa.

 

«Lo slogan che ci siamo scelti “Together we build the World/Insieme costruiamo il Mondo” – specifica Lucia Faresin – per noi non è solo un motto commerciale, ma un impegno, giorno dopo giorno a rendere migliori da tutti i punti di vista gli ambienti con i quali ci mettiamo in relazione. Che siano a un passo da casa nostra, o in un angolo remoto del Pianeta».

 

 

Info: www.faresinformwork.com