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Life Elettronica: il futuro è qui, ora

Giovane l’azienda, nata nel 1982 ma di fatto rivoluzionata a partire dal 2006 prima e dal 2012 poi. Giovane la forza lavoro, un’età media di poco superiore ai 38 anni, con ben 27 dei 124 dipendenti al di sotto dei 30 anni. Giovane l’energia del Ceo Riccardo Galli, classe 1982 come la sua compagnia e sempre pronto a nuove sfide, anche e nonostante il periodo di crisi mondiale derivante dalla pandemia. «Dal 2006 al 2012 il fatturato è passato da 2 a 4 milioni di euro – racconta Galli – dal 2012 quella cifra è quasi quintuplicata arrivando nel 2020 a quasi 20 milioni, con una crescita del 15%. Perché? Non abbiamo mai smesso di pensare in grande, di guardare al futuro, di raccogliere con entusiasmo tutte le sfide che mercato e clienti ci suggerivano». Oggi Life Elettronica è un’azienda leader nel settore della progettazione, ingegnerizzazione e produzione di schede e sistemi elettronici, con un portfolio di clienti e settori che spazia dai test dei semiconduttori al biomedicale, dall’automotive al militare, dalla meccatronica ai sistemi ferroviari.

Galli, partiamo dall’attualità: come avete vissuto questi ultimi sei mesi?

«La pandemia ci ha messo di fronte a qualcosa di completamente imprevedibile e complesso. Il coronavirus ci ha permesso di toccare con mano la bontà di scelte fatte già in precedenza sulla lean production, i codici di comportamento, le postazioni. Tutti elementi che ci hanno tutelato, assieme alla grande diversificazione dei nostri clienti».

Insomma, prima del 2020 avete avuto coraggio?

«Dal 2012, quando ho raccolto l’eredità di mio padre in azienda, ci siamo posti obiettivi ambiziosi e a lungo termine. Siamo sulla strada giusta, guai a fermarsi però».

Dove vuole arrivare Life Elettronica?

«La mia mentalità è che sia necessario avere sempre dei sogni, cullarli finché non si riesce a toccarli. Continueremo nella linea di grandi investimenti che abbiamo iniziato anni fa».

Ovvero?

«Prima ci siamo concentrati su materiali, tecnologia, innovazione; in seconda battuta abbiamo lavorato sull’organizzazione per diventare un’eccellenza operativa tramite la lean production; infine stiamo lavorando tantissimo sulle persone».

D’altra parte siete un’azienda giovanissima...

«E stiamo lavorando per diventarlo ancora di più attraverso training lab, un’academy interna e attraverso percorsi con scuole e università. Per la mia vision il perimetro dell’azienda è sempre troppo stretto: è questa la open innovation».

Da dove è nata questa sua propensione al futuro e alle nuove sfide?

«Sono un sognatore di natura, non riesco a star fermo e studio tanto. Recentemente è stato un viaggio a rappresentare per me un punto di svolta».

Racconti...

«Nel 2019 sono stato in Giappone per capire nel profondo la lean production. Un percorso illuminante sia per il fascino della loro cultura, sia per la loro ricerca costante del miglioramento. In Toyota diventare esperti problem solver e cambiare migliorando (Kai-Zen) è prima di tutto un’attitudine».

Attitudine che lei ha portato in Life Elettronica?

«Importare una cultura non è mai semplice, ma bisogna provarci. Insegnare è trasmettere passione. Citando Peter Druker: “Riconosciamo ora il fatto che l’apprendimento è il processo continuo (che dura tutta la vita) di tenersi al passo con i cambiamenti. E il compito più pressante è quello di insegnare alle persone come apprendere’’. Ecco, noi dobbiamo cercare di essere anche buoni maestri». Info: www.lifeelettronica.com