Nanotecnologie, frontiera per una salute sostenibile: curare dove, come e quando serve

Aumentare l’efficacia di farmaci e agrofarmaci, diminuirne il dosaggio, abbattere la presenza di microplastiche. È questo l’obiettivo di Nanomnia,
startup biotech veronese nata nel 2017 per iniziativa dei biotecnologi Marta Bonaconsa, Michele Bovi e Pietro Vaccari: sfruttare le nanotecnologie per migliorare le performance di tali composti, abbattendone nel contempo gli effetti collaterali dovuti alla loro dispersione nell’organismo e nell’ambiente, e al rilascio delle microplastiche con cui sono spesso formulati, puntando a trattare in maniera specifica dove, come e quando serve.

 

Nanomnia ci riesce, incapsulando i differenti principi attivi in nanoparticelle naturali e completamente biodegradabili. In questo modo i composti sono protetti dalla degradazione durante lo svolgimento della loro azione, e vengono veicolati fino al loro bersaglio, dove vengono rilasciati con elevata specificità. In questo modo è possibile ridurre gli effetti da sovradosaggio per uomo, piante e animali, per il suolo e le acque di falda, per tutti gli organismi viventi e per gli ecosistemi biologici in cui essi si inseriscono.

 

Nanomnia non interviene solo su farmaci e agrofarmaci, ma anche su altri composti come cosmetici, integratori alimentari, e materiali intelligenti utilizzati in settori industriali. Una tecnologia che è quindi trasversale a molti settori di mercato, ma con un approccio su misura per la specifica applicazione: ad ogni molecola il proprio guscio.

 

L’urgenza ambientale impone interventi non più procrastinabili: Nanomnia riesce a dare risposte e includere scelte di sostenibilità che non lasciano spazio ad ulteriori attendismi.

 

Info: www.nanomnia.eu