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Nasce Banca del Veneto Centrale

Con i valori di sempre, al fianco del territorio e delle Pmi

 

Al via dal primo novembre Banca del Veneto Centrale, dalla fusione per incorporazione di RovigoBanca in Centroveneto Bassano Banca. Una realtà nuova, più solida e patrimonializzata. Un punto di riferimento fondamentale per la regione e un modello di impresa fortemente radicata sul territorio, fondato sui valori della mutualità, della centralità delle persone e delle comunità. L’operazione assicurerà maggiore potenzialità in termini di sviluppo prospettico e di servizio alla clientela, in un contesto economico finanziario come l’attuale, in cui le sfide di mercato richiedono risposte efficaci e rapide e la competitività è un fattore essenziale.

«La nuova realtà bancaria – annuncia il Presidente Gaetano Marangoni – si posizionerà al 4° posto delle 79 Banche del Gruppo Cassa Centrale, con 408 collaboratori in 52 filiali, più di 14.000 soci cooperatori, 2,9 miliardi di attivi, 2,77 miliardi di raccolta complessiva e 1,45 miliardi di impieghi lordi. Banca del Veneto Centrale sarà la seconda della regione per dimensioni e volumi. La fusione non determinerà sovrapposizioni, ma amplierà la zona di competenza della Banca che coprirà ben 163 comuni nelle Province di Vicenza, Padova, Treviso, Rovigo e Ferrara».

«L’impegno – sostiene il Direttore Generale Mariano Bonatto – è quello di rimanere Banca del territorio. Il nostro obiettivo è di ambire ad una costante crescita, continuando ad essere il punto di riferimento per una vasta area del Veneto per i nostri Soci e Clienti, e per le generazioni future. Confermano la nostra solidità i dati aggregati post fusione: la copertura media delle sofferenze è pari al 71% e il Cet1 (indice di solidità) si attesta al 17,2%».

Anche in un momento straordinario e di estrema difficoltà per il Paese, fin dai primi preoccupanti segnali dell’emergenza sanitaria, la Banca si è attivata, dando attuazione alle disposizioni legislative e profondendo un impegno extra ordinario cogliendo al meglio le esigenze del territorio e delle PMI locali.

«Vogliamo dare una risposta immediata al sistema produttivo Veneto – sostiene il Presidente Ing. Gaetano Marangoni – abbiamo il dovere di fare tutto ciò che serve per sostenere l’economia e le imprese, costituendo un supporto adeguato ad arginare gli effetti dovuti al Covid e permetterne così riassetto e rilancio».

La Banca ha istituito subito una Task Force interna, lavorando anche nei giorni festivi per dare risposte celeri ed evadere le richieste di moratorie, dilazioni, nuova finanza, dando piena adesione ai decreti “Cura Italia”, “Liquidità”, “Rilancio” e all’accordo ABI. Inoltre, ha deliberato linee di credito agevolate e create ad hoc per le aziende clienti colpite dagli effetti negativi del Covid.

L’impegno profuso trova riscontro negli interventi fatti: oltre 1.800 concessioni di mutuo fino a 25.000 € per un totale di 37 mln. Al 30/09 il lavoro prodotto è stato pari a 3500 linee aperte con garanzie pubbliche per 400 mln. Le moratorie sui finanziamenti sono state 3.750, per un totale di 357 milioni, con un tempo di evasione massimo di 5 giorni. Numeri che contribuiscono all’attività del Credito Cooperativo italiano, che ha intermediato oltre il 15% delle pratiche, una percentuale doppia della quota di mercato negli impieghi. Info: www.bancavenetocentrale.it