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Natural Bibo: quando il monouso diventa Bio

Nuove materie compostabili per realizzare piatti, bicchieri, posate e contenitori alimentari

L’ambiente prima di tutto. è una scelta imprenditoriale, e allo stesso tempo anche etica, quella presa e portata avanti con grande determinazione da Bibo Italia, realtà con sede a Settimo Torinese, attiva dal 1928 e specializzata nella produzione di stoviglie monouso. La plastica, materiale che caratterizza da sempre questo genere di articoli lascia oggi spazio nella produzione dell’impresa piemontese a materie totalmente eco-sostenibili, frutto di studi portati avanti con competenza e passione e mirati a privilegiare sempre di più una produzione che possa entrare a pieno titolo in quel ciclo virtuoso che prevede la possibilità di riciclare ogni prodotto. È su queste basi che è nata la linea Natural Bibo, formata esclusivamente da articoli che rispondono alla normativa europea EN-13432 e sono quindi biodegradabili e compostabili. Piatti, bicchieri, posate e contenitori per alimenti di questa linea, al termine del loro utilizzo possono diventare compost da impiegare come fertilizzante, purché siano trattati in impianti di compostaggio industriale e in condizioni controllate di temperatura, umidità e ossigenazione. Se fino ad oggi, quindi, il gesto naturale per differenziare i rifiuti è sempre stato quello di smaltire in modo diverso i residui alimentari e i loro contenitori, con la linea Natural Bibo questo concetto viene completamente trasformato: tutto va gettato nella raccolta dell’organico perché, al pari degli scarti di cibo, anche le stoviglie possono essere gestite con lo stesso fine vita. Ma per arrivare a ciò si è passati tramite processi produttivi particolarmente complessi. Per ottenere la bioplastica che è alla base della gamma dei prodotti appartenenti alla linea Natural Bibo, vengono utilizzati biopolimeri di origine prevalentemente vegetale tratti da fonti rinnovabili che non sono destinate al consumo alimentare. Dietro questi prodotti c’è uno studio che l’azienda torinese ha portato avanti avvalendosi delle più qualificate collaborazioni. «Da circa due anni e mezzo – spiega il CEO di Bibo Italia, Paolo Di Santo – abbiamo lavorato a stretto contatto con l’Università Roma 3 e siamo riusciti a realizzare un biopolimero per il quale abbiamo già ottenuto tutte le necessarie certificazioni e che utilizziamo per la nostra linea di prodotti compostabili». Ogni articolo, tra l’altro, richiede l’impiego di specifiche procedure per ottenerne la resa migliore. Piatti e bicchieri sono rigidi e resistenti e sopportano agevolmente il contatto con alimenti caldi che può durare due ore se il contenuto non supera la temperatura di settanta gradi, mentre si limita a quindici minuti quando la temperatura raggiunge i novanta gradi. Per i bicchieri che possono essere utilizzati soltanto per bevande fredde viene invece impiegato un biopolimero realizzato attraverso un processo di fermentazione che converte il destrosio in acido lattico e successivamente permette di dare forma ad un materiale simile alla plastica ma completamente naturale: il PLA, che, come la plastica, non può essere adoperato nei forni a microonde e va conservato lontano dalla luce diretta del sole e a temperatura inferiore ai quaranta gradi. Per l’intera linea di prodotti Natural Bibo, come si comprende chiaramente, non viene sacrificato nessun albero. Anche i fogli di polpa di cellulosa che vengono impiegati, sono il risultato di un processo di lavorazione di una materia prima proveniente dal gambo della canna da zucchero, riciclato al termine del processo di produzione dello stesso zucchero. Tutti gli articoli, inoltre, presentano una simbologia studiata per agevolarne la riconoscibilità bio in maniera tale che lo smaltimento possa avvenire secondo procedure idonee. Sul fondello dei piatti è stampata una foglia, su ogni articolo sono ben visibili il codice identificativo del materiale con cui sono realizzati e la scritta compostable. Su tutte le confezioni, poi, si possono trovare le istruzioni per poter smaltire sia il prodotto che il packaging secondo i giusti criteri. La linea Natural Bibo senza alcuna ombra di dubbio testimonia l’impegno che l’azienda di Settimo Torinese ha scelto di portare avanti per coniugare il business con l’etica. Uno spirito solidale che si è manifestato chiaramente anche durante i mesi del lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus. Essendo la sua produzione parte della catena alimentare, Bibo Italia non ha mai dovuto fermarsi. I sui stabilimenti di Settimo Torinese, Sant’Ilario d’Enza (in provincia di Reggio Emilia) e Buccino (Salerno) hanno continuato a lavorare ininterrottamente consentendo a Bibo di rifornire il mercato di quei prodotti che per igiene e sicurezza si sono rivelati in questo periodo più che mai utili. «Abbiamo fatto la nostra parte con determinazione per offrire ai nostri clienti prodotti garantiti al cento per cento – afferma ancora il dottor Di Santo —. Ora con la ripartenza del Paese siamo pronti a continuare su questo filone per raggiungere nuovi traguardi e cogliere nuove opportunità». Una sfida che Bibo si appresta ad affrontare forte non soltanto del proprio spirito innovativo e della sua vocazione ambientalista, ma anche di quei valori che da sempre la caratterizzano: agilità, velocità, affidabilità. «Siamo una società dinamica e snella – conclude Di Santo – direi addirittura sburocratizzata, così come dovrebbe essere il sistema del nostro Paese. Ma allo stesso tempo abbiamo una attenzione maniacale per la qualità. Abbiamo addirittura istituito un ufficio che ne monitora costantemente il livello, affidato a quattro professionisti esperti e sempre aggiornati, che lavorano con scrupolo, dedizione massima e precisione assoluta». Info: www.biboitalia.com