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Ortogel, gli agrumi della Sicilia dall’albero al succo preservando qualità e tracciabilità con attenzione all’ambiente

Da 40 anni una storia fatta di agrumi. È la frase che sintetizza il lavoro di Ortogel Spa, azienda di Caltagirone (CT) che fa della tracciabilità di filiera, dell’attenzione all’ambiente e della garanzia di qualità della produzione le principali prerogative di un’attività realizzata nel cuore della Sicilia, eccellenza nel campo della produzione di agrumi. Ancora oggi Ortogel produce succhi 100% N.F.C. (non da concentrato), utilizzando sistemi altamente tecnologici che però non alterano sapore e proprietà organolettiche dei prodotti accuratamente selezionati: «Abbiamo scelto di condividere – spiega l’amministratore Vincenzo Rizzo – il percorso produttivo solo con il comparto agricolo e le aziende del territorio. Gli agrumi da noi trasformati provengono infatti da aziende del territorio Calatino con le quali condividiamo un progetto di filiera sicura e garantita, che conferiscono i loro raccolti al nostro sito produttivo, assicurando la lavorazione e la spremitura degli agrumi entro 24 ore dalla raccolta». Fornitori che vengono seguiti durante tutte le fasi del processo produttivo. «I nostri agronomi e tecnici della qualità visitano le aziende produttive ogni giorno, in modo da assicurare la tracciabilità di filiera del prodotto dall’albero al confezionamento». Un’attenzione alla qualità del prodotto che si sposa con quella per l’ambiente: «Abbiamo scelto la filiera corta non solo per garantire l’alta qualità dei prodotti confezionati ma soprattutto per sostenere le economie locali, il commercio dei prodotti del territorio e la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dal trasporto». Qualche numero: da ogni arancia si ottiene circa il 40% di succo ed il 60% di pastazzo, ovvero il residuo post spremitura composto da buccia e semi. «Per noi il pastazzo – prosegue Rizzo – è una risorsa preziosa: da esso si riescono ad estrarre sostanze nobili come polimetossifenoli e nobilitina, che hanno proprietà curative per l’organismo. La sostanza organica residua invece è utile per alimentare l’impianto di biogas del quale siamo partner che produce acqua, fertilizzanti usati nelle aziende agricole per nutrire i terreni, biometano ed energia pulita impiegati nel nostro stabilimento per generare energia e per i trasporti». Insomma, dalle arance spremute non si produce alcun rifiuto, ma al contrario si ottengono risorse per attivare altri processi produttivi. Ortogel, per garantire maggiore sicurezza nella filiera e maggiore qualità nel prodotto, ha inoltre scelto di condividere il percorso produttivo esclusivamente con aziende gestite con sistemi qualità certificati del comparto agricolo e industriale del territorio. Le aziende che conferiscono le materie prime sono tutte certificate Global Gap. Restando alla filiera, Ortogel si è poi resa promotrice di una campagna nei confronti della Comunità Europea che ha come obiettivo quello di arrivare all’emissione di un decreto sull’uso della denominazione dei succhi di agrumi ottenuti dalla trasformazione di prodotti italiani, come ad esempio l’arancia rossa, e tutti gli altri succhi che identificano in maniera univoca la provenienza del prodotto, con l’obbligatorietà di indicare l’origine dell’ingrediente primario: «Oggi – conclude Vincenzo Rizzo – non si è riuscito a legiferare su questi punti, a tutto vantaggio dell’Olanda, che è la nazione con la maggiore commercializzazione di agrumi pur non producendone. Tutto a discapito dei consumatori». Info: www.ortogel.com