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PFM Packaging Machinery: è crescita! – Realtà dinamica, con nuove soluzioni per i clienti di tutto il mondo, rivoluziona il settore in ottica smart

Sostenibilità, protezione, informazione e rintracciabilità sono i pilastri su cui dovrà poggiare il futuro dell’industria del packaging, alimentare e non. Ed è proprio su questi quattro concetti fondamentali che PFM Packaging Machinery, l’azienda vicentina produttrice di macchine per l’imballaggio flessibile, sta impostando le sue strategie volte al miglioramento tecnologico continuo e alla crescita economica.

Di proprietà della famiglia Fioravanti, con i suoi 60 anni di storia, esperienza e solidità economica, PFM Packaging Machinery è in costante crescita: conta oltre 600 dipendenti in forza, supera i 130 milioni di fatturato consolidato ed è presente con le proprie filiali in Europa, USA ed Estremo Oriente. Destina una quota importante del proprio turn over, in continua crescita, alla R&D, funzione guidata direttamente dalla proprietà. Racconta Paolo Fioravanti, Direttore Generale del gruppo: «Tra le ultime azioni, messe a segno nell’ultimo anno, due sono degne di nota particolare: la prima è il potenziamento commerciale e della rete vendita sui mercati nordamericano in cui PFM era già presente con 2 filiali in Canada e California e asiatico, per cui è stata costruita una nuova più ampia sede tecnico-commerciale a Bangkok; la seconda, il trasferimento del centro di ingegneria avanzata PFM Techlab nella nuova, più ampia sede di Volvera (TO). Nei nuovissimi 1500 metri quadrati suddivisi tra uffici e area tecnica, PFM Techlab svolge la sua attività di progettazione, Ricerca & Sviluppo per tutte le aziende del gruppo PFM: un team di eccellenti progettisti si occupano esclusivamente di progettazione meccanica, progettazione e sviluppo di particolari gruppi e/o macchine destinate all’attività di R&D e alla prototipazione, produzione di gruppi e macchine speciali».

Mai come in questo periodo storico i mercati, che vedono i consumatori sempre più orientati verso un packaging cosiddetto “smart”, chiedono alle aziende del packaging di accogliere la sfida che consiste, da un lato nell’applicazione della tecnologia per incrementare l’efficienza delle macchine confezionatrici, dall’altro nello sviluppo di nuovi materiali d’incarto. Una prova che PFM sta affrontando con risultati sorprendenti in termini di sviluppo di nuove soluzioni offerte ai clienti dei settori food e non-food.

«Nel nostro settore l’Industry 4.0 è già consolidata, potremmo dire storicizzata» racconta Andrea Fioravanti, responsabile R&D dell’azienda «Oggi si sta lavorando concretamente per affinare i sistemi di “machine learning”, della realtà aumentata applicata alla progettazione, alla formazione e all’assistenza, siamo concentrati sulle tecnologie che rendono unica e connessa ogni singola confezione al mondo virtuale da cui si possono trarre tutte le informazioni sulla confezione stessa, sul prodotto e sulla sua storia produttiva. Stiamo implementando le funzioni predittive già presenti sulle nostre macchine, che comunicano con l’operatore e lo indirizzano.

In evoluzione continua sono anche i sistemi robotici necessari per automatizzare il trasferimento dei prodotti sulle confezionatrici; offriamo ai nostri clienti un contributo prezioso sul fronte della sicurezza e dell’affidabilità attraverso i sistemi di visione robotizzati in grado di riconoscere non solo posizione e orientamento di ogni singolo prodotto o confezione, ma anche di individuarne eventuali imperfezioni. 

Oggi è quindi possibile da un lato conoscere istante per istante lo stato operativo e di usura delle macchine, dall’altro potenziare sistemi di auto-miglioramento delle prestazioni in funzione del prodotto e del flusso produttivo e da ultimo, interagire facilmente con la confezione per conoscere l’intera storia del processo produttivo di ciò che si acquista.

Ma non è tutto, cresce l’esigenza di sicurezza e protezione del prodotto da contaminazioni, a cui rispondiamo con sistemi e soluzioni che prevedano la perfetta e sempre più facile igienizzazione degli impianti di movimentazione e confezionamento.

In termini di marketing l’orientamento va sempre più verso confezioni flessibili stand-up con fondo quadro o ovale, facili da esporre sugli shelf della GDO e da riporre in casa, richiudibili con zip o altri sistemi facilitati che diano la possibilità di proteggere il prodotto dagli agenti esterni anche dopo la prima apertura della confezione.

Il packaging del prossimo futuro dovrà essere sostenibile, leggero, a impatto ambientale zero e parallelamente è sempre più chiaro strumento di marketing: mi sto riferendo a una confezione certamente attrattiva, ergonomica, leggera, utile mezzo per la tracciabilità, veicolo di informazioni precise ed approfondite riguardanti il prodotto ed il suo stesso imballaggio, dirette a consumatori sempre più consapevoli. Se pensiamo alla confezione non più come un puro involucro protettivo stampato, ma come punto di accesso multimediale per il consumatore verso l’universo della produzione e lavorazione del contenuto, ebbene si profilano scenari assolutamente inediti in cui i settori dell’automazione e del packaging flessibile sono destinati a cambiamenti epocali.

«Nel frattempo, PFM rimane connessa» prosegue Andrea Fioravanti «abbiamo creato la piattaforma di servizi digitali a distanza PFM Bridge, per comunicare e condividere informazioni tecniche e commerciali con clienti, professionisti, rete di vendita. Siamo in grado di effettuare collaudi, assistenza e training da remoto.

Con PFM Virtual Stand stiamo implementando uno spazio virtuale tutto riservato ai clienti per condividere progetti, presentare innovazioni, accogliere e rispondere alle più disparate domande di carattere tecnico utilizzando le tecnologie (che in questi mesi sono diventate così note a tutti) di video conferencing e 3DVR».

«Sono tematiche destinate a cambiare profondamente il mondo dell’automazione del packaging flessibile» afferma Paolo Fioravanti «a chi come noi progetta sistemi di movimentazione e confezionamento, sarà richiesto quel ‘di più’ intrinseco alla capacità tecnologica italiana, che ci permette di giocare il ruolo dei protagonisti a livello internazionale e che si concretizza in una chiara visione di sviluppo da perseguire nel medio e lungo periodo attraverso un team di persone formate, competenti e motivate; risorse finanziarie adeguate e la risoluta volontà di superarsi».

E prosegue Paolo: «PFM è particolarmente apprezzata dai suoi clienti per la capacità di relazionarsi, e sviluppare progetti in condivisione. Siamo flessibili come il nostro packaging! è un gioco di parole che calza a pennello con la nostra realtà: per flessibilità intendo la possibilità di sfruttare le macchine per una gamma più ampia possibile di confezioni e prodotti, ma anche, e forse soprattutto, una macchina è tanto più flessibile quanto più sono ridotti i tempi di fermo macchina richiesti dalle operazioni per il cambio di formato, ossia tutte quelle regolazioni e interventi tecnici che sono richiesti per passare da una tipologia di confezione e/o prodotto all’altra all’’interno del ciclo produttivo. Un esempio eloquente: chi imballa il proprio prodotto in una confezione stand-up pouch, utilizzando una delle nostre macchine impiega 20 minuti per effettuare un cambio formato e in alcuni casi mantiene attivo il 50% della produzione, la stessa operazione, effettuata con altre macchine, normalmente può richiedere anche qualche ora, con fermi completi della produzione.

Negli ultimi mesi abbiamo lavorato come non mai per implementare le nostre strategie con un mix di operazioni finanziarie resilienti e piani operativi per o sviluppo. I mercati ci stanno chiedendo di rivalutare il ruolo protettivo e igienico del packaging flessibile: sta a noi produttori di macchine per imballaggio sviluppare tecnologie che offrano protezione a basso impatto ambientale. PFM è pronta con una gamma di macchine che utilizzano film mono materiale, completamente riciclabili ed ultra sottili. E siamo solo agli inizi: le nostre forze sono ora concentrate su informazione e tracciabilità, il consumatore lo chiede a voce alta, i nostri clienti troveranno in PFM risposte e soluzioni sorprendenti».

Info: www.pfm.it