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Elettrochemioterapia: una soluzione semplice ed efficace

La storia della medicina è ricca di esempi di problemi risolti grazie ad agenti fisici, come le onde radio e gli ultrasuoni, o di agenti chimici, come i farmaci. Più raro è l’utilizzo di combinazioni di agenti fisici e chimici.
L’elettrochemioterapia è una moderna combinazione tra chimica e fisica, che potenzia localmente l’azione di farmaci chemioterapici tramite l’elettroporazione, ovvero mediante l’applicazione di brevi impulsi elettrici.

 

Applicati a tumori e metastasi tramite specifici elettrodi, opportuni stimoli elettrici determinano la formazione di pori nella membrana delle cellule che li compongono. Attraverso questi pori, il chemioterapico diffonde nel tumore, aumentando la propria concentrazione intracellulare e la capacità di combatterlo localmente in modo efficace.
Nata per la palliazione di metastasi cutanee in transit da melanoma e da carcinoma mammario, dopo gli studi internazionali Cliniporator ed ESOPE (European Standard Operating Procedures of Electrochemotherapy), svolti tra il 2000 e il 2005 e finanziati dalla Comunità Europea, volti allo sviluppo di terapie utili a migliorare la qualità di vita del paziente oncologico, l’utilizzo dell’elettrochemioterapia è oggi possibile in numerosi ambiti oncologici. Oltre ai già citati melanoma e carcinoma mammario, la terapia è spesso indicata in caso di altri tumori cutanei, quali epiteliomi e sarcomi di Kaposi, tumori del distretto testa e collo, ginecologici, patologie del fegato, del pancreas o delle ossa.

 

Lo scopo dell’elettrochemioterapia è l’eradicazione della lesione tumorale per ottenere un elevato controllo locale di malattia a lungo termine, rispettando il tessuto sano circostante la malattia, garantendo una efficace palliazione su dolore e sanguinamento con risposte valutabili in tempi brevi.
Il potenziamento locale tramite gli impulsi elettrici del chemioterapico permette una significativa riduzione della quantità di farmaco somministrato, rendendo l’elettrochemioterapia per nulla o minimamente tossica e quindi applicabile in concomitanza ad altre terapie o in sedi corporee precedentemente
irradiate.

 

L’alta efficacia e la minima tossicità di questa terapia consentono quindi un rapido miglioramento della qualità di vita del paziente oncologico.