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Studio Legale Traversi imprese in crisi e rischi penali: come prevenirli?

La crisi economica causata dall’emergenza sanitaria in cui già da tempo versa il nostro Paese potrebbe essere foriera di gravi rischi penali per imprenditori, amministratori di società ed anche componenti di organi di controllo. Ciò in quanto molte aziende, soprattutto medio-piccole, non disponendo di liquidità per far fronte alle spese correnti (utenze, canoni di affitto, stipendi ai dipendenti) e non potendo fare ricorso al credito bancario, spesso si “autofinanziano” omettendo il versamento delle imposte dovute, con conseguente configurabilità dei reati tributari di cui agli artt. 10 bis e 10 ter del D.Lgs. n. 74/2000. O anche, nel tentativo di salvaguardare l’attività d’impresa, compiono atti depauperativi del patrimonio (quali vendite di merci sottocosto, cessioni di marchi o di ramo d’azienda) che, in caso di successivo fallimento, integrano il più grave delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione. Ecco perché, sempre più spesso, ci viene posto un quesito che evoca il to be or not to be di shakespeariana memoria: continuare l’attività d’impresa o … “portare i libri in tribunale?”. Il consiglio è di proseguire l’attività d’impresa, ma senza aggravare il dissesto e, se possibile, di pagare le imposte dovute. Anche perché, in caso di default, il sistematico inadempimento degli obblighi tributari potrebbe configurare l’ulteriore grave ipotesi di bancarotta fraudolenta per operazioni dolose. Info: www.studiolegaletraversi.it