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Mercoledì, 28 Febbraio 2024

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Spamat: dalla Puglia, il rilancio verso l’Europa delle merci e degli scambi

Qualsiasi strategia volta alla crescita non può prescindere da investimenti mirati che puntino al miglioramento dell’efficienza della logistica: è in momenti difficili come l’ultimo triennio, infatti, che è importante dar vita a idee nuove e vincenti. Ne è convinto anche il Capitano Dott. Vito Totorizzo, alla guida del management barese della Spamat e della Istop Spamat, che agiscono nei porti di Bari, Molfetta e Barletta sia come agenti marittimi, sia come spedizionieri doganali e imprese portuali di imbarco e sbarco. Il Gruppo Spamat ha deciso di puntare sugli investimenti in tecnologia e intermodalità del flusso delle merci, e dispone oggi di diverse gru portuali, reach stacker per la movimentazione dei contenitori, carrelli elevatori da 1 a 35 tonnellate e attrezzature accessorie per compiere ogni attività di sollevamento e lashing. In ultimo, un deposito presso l’interporto regionale della Puglia per il magazzinaggio e la distribuzione delle merci. Sono movimentati oltre 1,5 milioni di merci rinfuse per l’industria molitoria e poco meno di 50mila TEU in qualità di terminal della compagnia Mediterranean Shipping Company. «A fronte delle difficoltà del sistema imprenditoriale italiano – afferma il Dott. Giuseppe Totorizzo, Marketing Director – abbiamo costituito reti d’impresa per arricchire, con servizi accessori, l’offerta destinata agli operatori economici che gravitano nel Sud Italia. Condividere conoscenza consente lo sviluppo di idee e soluzioni, ma aiuta anche i processi di internazionalizzazione. Con la rete 2St abbiamo partecipato a diversi meeting sui servizi LCL e Project Cargo, il che ha suscitato grande interesse in Paesi come Stati Uniti, Hong Kong ed Emirati Arabi. Negli ultimi anni, sempre in questa ottica, la Spamat è impegnata in un investimento oltre l’Adriatico, con la costituzione di un’impresa di logistica portuale il cui obiettivo è attrarre le merci dall’area balcanica e viceversa, che oggi si muovono su gomma e che potrebbero transitare da porti pugliesi e non, per proseguire verso le destinazioni finali. Crediamo fortemente in tre concetti: infrastrutture per l’intermodalità del trasporto, professionalità nell’erogare i servizi, formazione continua del personale». Info: spamat.eu 

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