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Sabato, 26 Novembre 2022

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Nella fabbrica digitale la tecnologia non basta

Theodor Scherer, imprenditore e fondatore di Schertech, racconta l’esperienza di un modello di gestione digitale

 

Digitalizzare una fabbrica può essere un progetto complesso, che richiede importanti investimenti in tecnologia e un cambiamento della cultura aziendale. Nella transizione digitale è consigliabile affidarsi a chi ha l’esperienza e il know-how appropriato: Theodor Scherer, fondatore e CEO di Schertech, ha una visione chiara per lo sviluppo del mondo produttivo.
Digitalizzare un’azienda non è solo una questione di tecnologia.

 

Signor Scherer, qual è la sua visione della fabbrica digitale?

«La mia visione della produzione digitalizzata è caratterizzata dalla nostra esperienza in varie realtà produttive. Con l’introduzione dei sistemi Shopfloor digitali si è arrivati ad una semplificazione senza precedenti di tutte le attività amministrative nell’ambiente produttivo: i dati sui processi operativi arrivano in tempo reale; in questo modo la comunicazione tra dipendenti, team e management viene semplificata. La trasparenza totale e la possibilità di una traccia completa di tutte le attività senza carta riducono i tempi di reazione ai fermi macchina, scarsa qualità o tempi di fornitura prolungati».

 

Cosa consiglia ai suoi clienti per il percorso della digitalizzazione?
«Sono convinto che l’approccio giusto sia di partire non dalla tecnologia, ma dall’organizzazione. Il nostro software Schertech Shopfloor Suite è basato su concetti adottati in tutto il mondo, i cui punti cardine sono: Toyota Production System, 5S, Lean Management e Kaizen. Non si tratta di un semplice software MES, ma di uno strumento in grado di sviluppare una cultura produttiva efficiente, che permetta all’azienda di migliorare tutte le attività e la mentalità nell’area della produzione, con lo scopo di ridurre i costi e aumentare il profitto dell’azienda. Parliamo di un approccio la cui efficacia è comprovata da anni in diverse aziende, che devono il loro successo allo spirito innovativo di un shopfloor digitale».

 

Il sistema Shopfloor digitale sembra avere un impatto notevole sulla collaborazione interna, lo può confermare?
«Sì, perché lo scopo della digitalizzazione è proprio modificare e accelerare i processi reattivi. La velocità con cui i dati e le informazioni sono disponibili. Infatti la trasparenza immediata cambia il modo dell’eliminazione degli sprechi, di fermi macchina e dei problemi di qualità. È possibile controllare a colpo d’occhio ogni deviazione da risultati desiderati e la relativa reazione da parte di chi è responsabile. Significa far divenire completamente trasparenti i processi di produzione, rendendoli più rapidi, più efficienti, e consentendo un risparmio di tempo e costi».

 

Può fare un esempio?
«Un esempio è il cambio tra i turni o la comunicazione tra reparti produttivi, che diventano rapidissimi grazie alla possibilità di comunicazione in tempo reale. Un altro importante esempio è il predictive maintenance, cioè la gestione di tutte le attività di manutenzione preventiva sviluppata nell’ambito del lean management, per ridurre i fermi macchina e così aumentando l‘output della produzione».

 

Sig. Scherer, ci può spiegare, come cambia la comunicazione interna?
«Con la nostra Shopfloor Suite si azzera l’impiego di carta, poiché tutti i dati sulla produzione sono presenti ed aggiornati nel software. Questo significa che tante informazioni che prima erano distribuite su carta o anche via e-mail, con il nostro software sono automaticamente disponibili tramite la visualizzazione su ogni posto di lavoro».

 

La digitalizzazione quindi cambia anche la qualificazione dei dipendenti?
«Lo scopo della digitalizzazione è quello di potenziare in modo significativo le competenze organizzative di tutti i dipendenti, dall’operatore di macchina all’amministratore delegato, e la loro capacità di agire rapidamente».

 

Questo vuol dire che implementare un prodotto per la digitalizzazione è un passo molto delicato per il management dell’azienda. Perché allora fidarsi di Schertech?
«La nostra azienda nasce dal SchererGroup, un gruppo di diverse realtà produttive, con competenze nella produzione di stampi, componenti tecnici, prodotti ad alta tecnologia per l’industria automobilistica e una vasta gamma di beni di consumo. Il nostro software Schertech Shopfloor Suite è stato sviluppato partendo dal lavoro quotidiano delle persone che operano nell’area produttiva. Il loro contributo ha garantito il legame tra le competenze degli operatori sul campo con la soluzione software sviluppata da softwaristi troppo spesso lontani dalla realtà produttiva». SchererGroup è un gruppo internazionale, con stabilimenti in Italia, Germania e Svizzera.

 

Avete osservato delle differenze nella digitalizzazione nei vari Paesi?
«È vero che le culture sono diverse, ma il nostro approccio nei progetti di digitalizzazione è sempre quello di analizzare la realtà della singola azienda. Lavorando in diversi Paesi, però, abbiamo voluto creare una sinergia tra le peculiarità di ciascuno di loro: la precisione e la capacità organizzativa tipica della cultura tedesca e la flessibilità e l’amore per la tecnologia della cultura italiana».

 

Info: www.schertech.com

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