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Giovedì, 3 Aprile 2025

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Casa di Cura San Michele: esperienza e metodologie moderne

Una struttura attiva dal 1956, in accreditamento con il S.S.N e convenzionata con numerose compagnie di assicurazione, casse di previdenza, enti ed aziende: è la Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni (CE), che nel tempo è riuscita ad erogare alla propria utenza dei servizi sempre più qualificati e all’avanguardia, grazie ad elementi imprescindibili come professionalità del personale e utilizzo di tecniche avanzate. Parlando di percorsi evolutivi che hanno condotto a nuovi orizzonti nella medicina, l’evoluzione in ambito anestesiologico, di pari passo con quella cardiochirurgica, ha permesso di aprire frontiere innovative attraverso tecniche che consentono di “cucire e personalizzare” sul paziente la migliore strategia anestesiologica, abbassando da un lato i tassi di complicanze ed effetti collaterali e dall’altro aumentandone sicurezza ed efficacia. Procedure che permettono di gestire l’intero periodo operatorio controllando il dolore e consentendo una rapida dimissione dai reparti di terapia intensiva postoperatoria nonché un rapido recupero fisico post intervento. «Sebbene il caposaldo per la cardiochirurgia sia l’anestesia generale – spiega il dr. Giuseppe Sepolvere, responsabile del Servizio di Anestesia e Terapia Intensiva postcardiochirurgica della Casa di Cura “San Michele” – ad oggi il ricorso all’anestesia locoregionale ecoguidata consente agli anestesisti di creare percorsi dedicati secondo i protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), tali da garantire al paziente un recupero veloce in assenza di effetti collaterali». Segretario della Società scientifica ESRA Italian Chapter (European Society of Regional Anaesthesia & Pain Therapy), Giuseppe Sepolvere da oltre 20 anni si occupa di Anestesia locoregionale ecoguidata e per primo in Italia ha riportato la sua esperienza nel testo “Fast-Track in Cardiac Anesthesia. Cardiac Surgery in the era of ERAS”, in collaborazione con la dr.ssa Simona Silvetti, esponente della prestigiosa Società Scientifica Italiana di Cardioanestesia ITACTAIC (Italian Association of Cardiothoracic Anaesthesia Intensive Care). Appena pubblicato da Springer, il testo si pone l’obiettivo di esplorare gli approcci cardiochirurgici mininvasivi e di descrivere tutte le tecniche e l’applicazione dell’anestesia loco-regionale in cardiochirurgia affrontando gli aspetti relativi all’estubazione precoce, compreso il suo impatto sulla durata della degenza e sui costi. E fornisce, altresì, indicazioni sugli sviluppi futuri, esaminando l’estubazione ultra-rapida e la chirurgia da svegli. «Nato dalla collaborazione tra due Società scientifiche di cui mi sento onorato di far parte, si è trattato di un progetto scientifico-editoriale profondamente voluto, per analizzare la cardiochirurgia nell’era di ERAS con lo sguardo rivolto al futuro» dichiara il dr. Sepolvere, che da anni applica i suoi studi, conoscenze ed esperienze sui pazienti operati nella struttura sanitaria di Maddaloni. Di pari passo ai progressi della cardiochirurgia della Clinica “San Michele” – coordinata dal dr. Antonio De Bellis – che si avvale di tecniche mininvasive all’avanguardia tali da consentire al paziente il ripristino delle sue funzioni vitali con il minore impatto chirurgico, anche la cardioanestesia guidata dal dr. Sepolvere ha seguito percorsi sempre più innovativi. «Le procedure anestesiologiche si sono evolute attraverso l’utilizzo dell’ecoguida – afferma il dottore – sposando i principi dei più moderni protocolli ERAS finalizzati alla fast-track, alla ultra-fast track extubation e all’opioid free/opioid sparing anesthesia». Presso l’Alta Specialità del cuore e dei vasi della Casa di Cura di Maddaloni, infatti, il paziente sottoposto a intervento di cardiochirurgia, nell’intero periodo perioperatorio, può giovarsi dei Blocchi di Fascia ecoguidati di parete toracica e addominali, che consentono di gestire il dolore acuto e cronico risparmiando, e in casi selezionati eliminando, l’uso degli oppiacei e degli effetti collaterali a essi correlati come la nausea, il vomito, l’ileo paralitico, la sedazione prolungata e la depressione respiratoria. «L’abbattimento di tali effetti avversi e la riduzione delle complicanze cardiorespiratorie derivanti dai prolungati tempi di intubazione postoperatori, rendono tali procedure l’attuale caposaldo della moderna anestesia locoregionale ecoguidata» evidenzia l’anestesista rianimatore. Il paziente può dunque essere precocemente estubato entro le 6 ore dalla fine dell’intervento (fast-track extubation), in casi selezionati in sala operatoria alla fine della procedura cardiochirurgica (ultra-fast track extubation) e in altre circostanze ricevere interventi cardiochirurgici minori con la sola tecnica anestesiologica, in respiro spontaneo e con una leggera sedazione. Info: www.clinicasanmichele.com

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