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Domenica, 12 Aprile 2026

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Dott. Enrico Caruzzo, il cuore come missione: una storia di passione e tecnologia. Specializzato in cardiologia, il Dott. Caruzzo adotta un approccio empatico e innovativo

Specialista in cardiologia ed esperto in aritmologia, il Dott. Enrico Caruzzo ha fatto del cuore – inteso come organo, ma anche come metafora del suo approccio alla professione medica – la sua missione quotidiana. «Fin dalla giovanissima età volevo fare il medico», racconta il Dott. Caruzzo. «Dai tempi dell’università ero affascinato dal funzionamento del cuore: un organo piccolo, ma decisivo per la vita». Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Torino nel 1989, ha intrapreso il cammino della specializzazione, conclusa nel 1993, focalizzandosi sulle aritmie cardiache e sull’elettrofisiologia. Un ambito che ha approfondito anche grazie a esperienze formative internazionali: «Ho avuto la fortuna di lavorare in centri di eccellenza come il St. George’s Hospital di Londra, con il Prof. Pappone a Napoli e con il Prof. Gaita ad Asti, e per 15 anni presso la cardiologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino. Queste esperienze mi hanno permesso di acquisire competenze in tecniche allora pionieristiche, come l’ablazione transcatetere e l’impianto di defibrillatori». Dal 2006 è responsabile del servizio di elettrofisiologia e cardiostimolazione della Clinica Cellini (struttura del gruppo Humanitas) e oggi guida anche il Servizio di Cardiologia della Clinica Fornaca, oltre a esercitare nel suo studio privato a Torino, aperto negli anni ‘60 dal padre, anch’egli cardiologo e professore universitario. «Da mio padre ho ereditato la passione per la medicina e la metodologia rigorosa», sottolinea. Nella sua lunga carriera, il Dott. Caruzzo ha eseguito oltre duemila impianti di pacemaker e centinaia di procedure complesse. «Ricordo con emozione i primi casi di ablazione riuscita su tachicardie complesse. All’epoca erano interventi nuovi, ma vedere un paziente tornare a vivere senza più sintomi è una soddisfazione immensa». Oggi l’attività interventistica si concentra soprattutto su impianti di pacemaker e defibrillatori, ma lo stile resta il medesimo: tecnico, empatico e scrupoloso. Accanto all’attività clinica, porta avanti anche un importante lavoro divulgativo e scientifico. È autore di circa 80 pubblicazioni su riviste italiane e internazionali e partecipa come relatore a eventi informativi aperti al pubblico: «Credo molto nell’educazione alla salute. Per questo partecipo con piacere a iniziative come i “Martedì Salute”, dove spiego temi complessi come la prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale. La conoscenza è il primo strumento di prevenzione». Consulente tecnico per il Tribunale di Torino e membro del direttivo dell’A.R.C.A. (Associazione Regionale Cardiologi Ambulatoriali), il Dott. Caruzzo continua a essere animato dalla stessa energia che lo ha guidato agli inizi: «La medicina è per me una gioia. Ogni cuore che torna a battere regolare, ogni paziente che esce dallo studio più sereno, è la mia ricompensa. Continuare a crescere insieme ai miei pazienti è ciò che mi motiva di più. E io ho la fortuna di adorare questo mestiere ancora dopo 36 anni di carriera». Info: www.cardiologocaruzzo.it

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