CHIRURGIA PLASTICA ED ESTETICA · APPROFONDIMENTO CLINICO
Rotture protesiche mammarie: quando e come intervenire
Dalla diagnosi ecografica alla pianificazione dell’intervento secondario: le indicazioni dello specialista per gestire la sostituzione degli impianti in sicurezza.
EDITORIALE MEDICO · NOTA SPECIALISTICA
Tracciabilità, controlli periodici e pianificazione

Il crescente impiego di protesi mammarie in chirurgia estetica e ricostruttiva comporta l’osservazione di complicanze a lungo termine, tra cui la rottura protesica. L’introduzione del Registro Protesico Nazionale ha contribuito a migliorare la tracciabilità degli impianti, ma resta fondamentale il follow-up con controlli ecografici periodici. «Non rappresenta un’urgenza immediata – spiega il Prof. Fabrizio Schonauer, Ordinario di Chirurgia Plastica alla Federico II di Napoli – ma la sostituzione, generalmente più complessa dell’intervento primario, va programmata in tempi ragionevoli dopo la diagnosi, per evitare peggioramenti del quadro clinico».
ANALISI CLINICA · TIPI DI ROTTURA
Inquadramento diagnostico e anatomia dell’impianto
Rottura Intracapsulare
Il gel di silicone rimane contenuto nella capsula fibrosa fisiologica. Spesso silente, richiede controlli strumentali come ecografia o risonanza magnetica per l’individuazione.
Rottura Extracapsulare
Il silicone supera la capsula e può migrare nei tessuti. Può comportare variazioni di forma, alterazioni della consistenza mammaria o reazioni infiammatorie locali.
Capsulectomia Strategica
Asportazione della membrana fibrosa periprotesica formata dall’organismo, indispensabile per bonificare la tasca e alloggiare il nuovo impianto.
Mastopessi Contestuale
Piccolo sollevamento del complesso areola-capezzolo con approccio circum-areolare per mantenere un risultato plastico naturale e rimodellare i tessuti.
SICUREZZA E TECNOLOGIA · MATERIALI EVOLUTI
Gli standard elevati delle protesi di nuova generazione
Le protesi moderne utilizzano gel di silicone ad alta coesività, progettati per ridurre drasticamente il rischio di dispersione del materiale in caso di danno alla superficie. Sebbene non si possa parlare di protesi definitive per tutta la vita, l’affidabilità e la longevità delle nuove tecnologie garantiscono elevati standard di protezione e risultati stabili nel tempo.
ITER CHIRURGICO · SCHEDA INTERVENTO
Caratteristiche e gestione dell’intervento secondario
SETTORI DI SPECIALIZZAZIONE · CLINICA E RICERCA
Le attività cliniche del Prof. Fabrizio Schonauer
CONSIDERAZIONI FINALI · LA VISIONE
«La gestione delle complicanze protesiche richiede un approccio personalizzato e la massima competenza specialistica per garantire sicurezza e naturalezza del risultato.»
Prof. Fabrizio Schonauer
Ordinario di Chirurgia Plastica alla Federico II di Napoli
RIVOLGITI ALLO SPECIALISTA · CONTATTI E SEDI
Prof. Fabrizio Schonauer
80122 Napoli (NA)
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