Cibus 2022: qualità, sostenibilità e rilancio della filiera simbolo del Made in Italy

L’agroalimentare è un settore, lo sappiamo bene, che non si è mai fermato neanche durante le fasi più critiche dell’emergenza sanitaria, ma che il business del Food & Beverage sia tornato finalmente a girare a pieno regime è testimoniato anche dal fatto che le fiere sono tornate a essere eventi vivi, in presenza.

 

Il Cibus di Parma era uno degli appuntamenti più attesi del comparto alimentare. L’edizione 2021, tenutasi in un periodo ancora di forte incertezza, fu definita la “fiera della ripartenza” poiché fu il primo evento internazionale a riaprire. Il successo fu notevole dal punto di vista della partecipazione sia di pubblico (oltre 40.000 presenze), sia di aziende (oltre 2.000): numeri che, specialmente se inseriti nel loro particolare contesto, permettono di definire il Cibus 2021 un evento di rinascita dell’industria alimentare a livello internazionale.

 

Il Cibus 2022 si apre con premesse ancora migliori: stavolta, solo gli espositori italiani sono circa 3.000 e saranno presentati oltre 1.000 nuovi prodotti. Tanti i progetti in ballo al Cibus 2022: si parlerà di progetti di filiera che coinvolgano diversi attori della catena produttiva per assicurare sempre la massima qualità al consumatore, di sostenibilità dei processi, di risparmio energetico, di metodi di lavorazione biologici, di nuove proposte dal mondo vegano. Un’edizione, questa, particolarmente attenta alla sostenibilità, poiché è la prima certificata “carbon neutral”, laddove con carbon neutrality s’intendono i processi atti a misurare le emissioni e gli interventi utili a ridurle nell’ottica di promuovere uno sviluppo eco-compatibile e mitigare i cambiamenti climatici.

 

 

Un periodo di cambiamento e di rinnovamento

 

Le nuove prospettive dell’industria alimentare, d’altra parte, si sviluppano alla luce degli stanziamenti del PNRR: circa 7 miliardi di euro destinati al settore con l’obiettivo di portare l’innovazione tecnologica e di processo in un comparto tradizionalmente legato alle radici del passato. Tre punti sono al centro delle strategie del Governo per rafforzare la supply chain agroalimentare: economia circolare e agricoltura sostenibile, contratti di filiera e di distretto, tutela del territorio e della risorsa idrica.

 

Parliamo di agricoltura 4.0, di agricoltura di precisione e di meccanizzazione, automazione e digitalizzazione dei processi; di tracciabilità del prodotto e di qualità della filiera; di riduzione dell’impatto ambientale della logistica del food; di incentivi all’uso di fonti rinnovabili nell’ambito dei processi di lavorazione alimentare; di interventi ai sistemi di irrigazione e alle infrastrutture idriche per promuovere il risparmio di acqua e di risorse; di riduzione dell’uso di fitofarmaci, antimicrobici e fertilizzanti di sintesi in favore dell’agricoltura biologica.

 

Parliamo, insomma, di una vasta tipologia di azioni che rende evidente come l’industria alimentare stia attraversando una fase di profonda trasformazione.

 

 

Cibus come trampolino per nuove opportunità

 

La risposta delle imprese non si è fatta attendere: proprio al Cibus, infatti, sono presenti grandi gruppi, PMI, produttori, operatori della distribuzione, della ristorazione e i più diversi attori della filiera, ciascuno per presentare i propri nuovi progetti e nuovi prodotti. La risposta è arrivata anche dall’estero: presenti anche migliaia di buyer esteri, fra cui circa 2.000 top buyers Stati Uniti d’America, Sud America, Europa, Medio Oriente, a dimostrazione del fatto che il Made in Italy continua a essere una certezza di qualità e di sicurezza, a livello nazionale e internazionale.

 

Un ottimismo condiviso anche da Stefano Patuanelli, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che in occasione dell’apertura del Cibus 2022 ha affermato che «Inauguriamo Cibus con sufficiente ottimismo per il 2022. C’è la voglia di tornare ad esserci e mostrare l’agroalimentare italiano al mondo, dopo aver esportato nello scorso anno per un valore record di 52 miliardi. E aggiungo che anche i primi mesi dell’anno non stanno segnando il passo. Certo, le difficoltà ci sono, dovute anche al conflitto ucraino e all’aumento dei costi, soprattutto dell’energia. Il governo sta facendo tutto quello che deve fare sulla parte interna per sostenere tutti i settori produttivi ed è importante che la Ue non retroceda da quella volontà di stare assieme e di agire comune che ha caratterizzato il modo in cui abbiamo affrontato la pandemia».

 

Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha aggiunto: «Cibus è il principale appuntamento fieristico dedicato al settore agroalimentare e rappresenta un momento fondamentale per rilanciare l’export del comparto in un periodo congiunturale particolarmente complesso, che sconta gli effetti di guerra, pandemia, rivolgimenti nelle catene della logistica e ora anche difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime».

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