Ecosostenibilità, il futuro dell’imprenditoria

Transizione green: in cosa si traduce per le imprese?

 

Il futuro dell’imprenditoria e dell’industria passa attraverso la transizione green, ogni settore produttivo ne è ormai consapevole: sviluppare modelli di business sostenibili è una necessità non solo nell’ottica di salvaguardare l’ambiente, ma anche di riorganizzare in modo più efficiente i processi operativi – non è un caso se la transizione green va spesso di pari passo con la transizione digitale.

 

Essere sostenibili significa focalizzare le proprie strategie non solo su obiettivi di breve termine, ma anche e soprattutto a lunga scadenza. Significa soddisfare i bisogni della generazione attuale assicurando, al contempo, benessere alle generazioni future.

 

Significa, in sostanza, adottare comportamenti volti a ridurre l’impatto dei processi industriali sull’ambiente con azioni concrete, come ad esempio sfruttare energia da fonti rinnovabili, riciclare e riutilizzare prodotti di scarto, sostituire – ogni qual volta sia possibile – materiali inquinanti con equivalenti eco-compatibili, limitare gli sprechi d’acqua e ridurre le emissioni in atmosfera. È il concetto della “green economy”.

 

 

 

Sostenibilità del sistema produttivo: una questione etica, ma non solo

 

È in atto un deciso superamento della cosiddetta economia lineare (produrre un bene, utilizzarlo, gettarlo via) in favore dell’economia circolare, la quale costituisce a sua volta pilastro della transizione verde. Il principio fondamentale è che non devono esistere più rifiuti: ciascun bene è prodotto con l’intento che, alla fine del suo ciclo vitale, diventi materia prima per produrre qualcos’altro. Insieme alle innovazioni dell’Industria 4.0, è uno di concetti più rivoluzionari del moderno panorama produttivo.

 

Il vantaggio per le aziende si misura innanzitutto in termini economici, poiché si abbattono i costi di approvvigionamento delle materie prime, specialmente in un periodo in cui determinate risorse non sono più ampiamente disponibili come un tempo. Incentivando l’uso di energia proveniente da fonti rinnovabili, al di là dell’investimento iniziale di adeguamento tecnologico, si promuove una forma di consumo energetico a basso impatto e dai costi più convenienti. Adottare pratiche sostenibili favorisce, poi, la trasparenza e la tracciabilità delle intere filiere produttive, con evidenti benefici sia per gli addetti a lavori che per i consumatori finali.

 

 

 

Come stanno rispondendo le aziende italiane?

 

I dati ISTAT ci dicono che in Italia, nel 2018, il 66,6% delle aziende con più di 3 dipendenti ha messo in campo misure per la riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività. L’indagine rileva anche che, maggiore è la dimensione dell’azienda, maggiore è l’attenzione a tematiche ambientali: le imprese più virtuose da questo punto di vista, che hanno messo in campo 10 o più misure in favore della sostenibilità rappresentano il 10.3% del totale e sono per lo più grandi gruppi industriali. Questo non significa però, che il resto dell’imprenditoria sia poco sensibile al problema: al contrario, ben il 75,8% delle aziende ha operato almeno un cambiamento in ottica eco-sostenibile. Le tipologie di aziende che si sono maggiormente distinte in positivo sono le industrie manifatturiere intese come macro-categoria (71,6%) e il settore delle costruzioni (71,1%), ma anche le imprese di servizi hanno mostrato un ottimo spirito d’iniziativa (64,5%), specialmente quelle appartenenti all’area della Sanità (73,1%). Cosa ci dicono questi dati? Ci dicono che il tessuto imprenditoriale italiano è per buona parte ricettivo nei confronti della questione sostenibilità ed è in grado di adottare misure e soluzioni ad hoc. (Fonte dei dati: Istituto nazionale di statistica, “Sostenibilità nelle imprese: aspetti ambientali e sociali”, 12 Giugno 2020)

 

 

 

Quali difficoltà e quali opportunità?

 

Ristrutturare i propri processi secondo criteri di sostenibilità può richiedere sforzi organizzativi anche importanti, ma non è solo una questione di rispetto dell’ambiente o di reputazione dell’azienda: sostenibilità è un concetto ampio ed un’impresa sostenibile è un’impresa competitiva, che genera valore, che ha un impatto più rilevante sul proprio mercato. Non un mero costo, dunque, ma un’opportunità per rinnovare la propria struttura e i propri processi operativi, anche attraverso i vantaggi della digitalizzazione, per trarne concreti benefici e potenziare la propria brand identity nei territori di riferimento.

 

Un’azienda che voglia essere concorrenziale sui mercati di oggi deve necessariamente stabilire una roadmap del cambiamento. Molte imprese italiane, come abbiamo visto, l’hanno già fatto. Chi non l’ha fatto, spesso dichiara di averne intenzione.

 

Il 12° Rapporto GreenItaly presentato ad ottobre 2021 da Symbola – Fondazione per le Qualità Italiane e Unioncamere riporta che sono oltre 441.000 le aziende che dal 2016 al 2020 hanno investito in tecnologie e prodotti green, vale a dire il 31,9% delle imprese nell’industria e nei servizi e il 36,3% in ambito manifatturiero (Fonte dei dati: Fondazione Symbola – Unioncamere, GreenItaly, 2021).

 

Ermete Realacci, Presidente di Symbola, in occasione della presentazione del Rapporto ha affermato che «Si coglie un’accelerazione verso un’economia più a misura d’uomo che punta sulla sostenibilità, sull’innovazione, sulle comunità e sui territori. Siamo una superpotenza europea dell’economia circolare e questo ci rende più competitivi e capaci di futuro. Possiamo dare forza a questa nostra economia e a questa idea di Italia grazie alle scelte coraggiose compiute dall’unione europea con il next generation UE e al PNRR».

 

Il messaggio è chiaro: chi punta sulla sostenibilità è più competitivo, al passo con le nuove sfide della transizione e con i moderni scenari dell’imprenditoria e dell’industria.

 

Le aziende “green”, infatti, si dimostrano più resilienti rispetto alle altre per una varietà di ragioni: innovano di più, investono di più in Ricerca & Sviluppo, si adattatano meglio alle tecnologie 4.0, si comportano meglio sui mercati esteri, accusano meno la crisi causata dalla pandemia.

 

I dati, insomma, dimostrano che investire in sostenibilità conviene.

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