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Mercoledì, 30 Novembre 2022

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La refrigerazione verso soluzioni sempre più “green” ed efficienti: novità tecnologiche per uno sviluppo sostenibile

Che si tratti della conservazione a lungo termine dei prodotti o della sicurezza che i processi possano operare senza interruzioni, la refrigerazione e il raffreddamento trovano sempre più applicazioni: l’innovazione tecnologica è dunque chiamata ad essere all’altezza delle nuove sfide dell’industria attraverso e sistemi sempre più avanzati, tanto più che le tecnologie di refrigerazione costituiscono parte integrante ed essenziale di molti comparti dell’industria, dal petrolio al gas, dal farmaceutico all’alimentare.

 

Così come moltissimi altri settori, anche l’industria della refrigerazione si sta muovendo in direzione di forme di raffreddamento sostenibili. È una tendenza fortemente guidata dal regolamento sui gas fluorurati (chiamati anche gas “f”). La normativa, infatti, limita l’uso dei gas fluorurati, compresi quelli comunemente utilizzati negli impianti di refrigerazione e condizionamento, e vieta i gas per i quali sono disponibili alternative più rispettose dell’ambiente. I gas fluorurati più dannosi stanno venendo eliminati per primi, ma l’obiettivo per il prossimo futuro è che siano eliminati tutti.

 

I sistemi tradizionali che utilizzano miscele refrigeranti HFO/HFC non sono più un’opzione praticabile a lungo termine. Nel 2020, gli HFC con potenziale di riscaldamento globale (GWP – Global Warming Potential) superiore a 2.500 sono stati banditi e ulteriori divieti entreranno in vigore fino al 2025. L’obiettivo è che nel 2030 tutti gli HFC – anche quelli considerati più ecologici – siano dismessi in favore di soluzioni sostenibili. La risposta è usare refrigeranti naturali.

 

Il trend dominante dell’industria della refrigerazione, dunque, è la transizione dai refrigeranti sintetici a quelli naturali. Non si tratta di una novità: è fin dagli anni ’70, quando emerse il potenziale inquinante dei refrigeranti alocarbonici (specialmente sullo strato di ozono della stratosfera), che l’impegno del settore è concentrato sulla ricerca di alternative eco-sostenibili. Per molto tempo, il refrigerante che ha dominato il mercato della refrigerazione “green” è stata l’ammoniaca: un composto con un GWP estremamente ridotto e dalle caratteristiche di grande versatilità ed efficienza, sebbene infiammabile e tossico.

 

Oggi, la CO₂ sta guadagnando sempre più terreno come soluzione naturale per la refrigerazione.

 

 

Refrigerazione sostenibile, un percorso che avvantaggia sia l’ambiente che l’industria

 

Molte aziende hanno già effettuato il passaggio a soluzioni di refrigerazione naturale e, chi non l’ha fatto, sta adoperandosi per effettuare la transizione. Convertirsi ai refrigeranti naturali è fondamentale non solo per ragioni di conformità alle normative, ma anche perché offre notevoli vantaggi.

 

Ma cosa sono i refrigeranti naturali?

 

Sono gas sostenibili che hanno un impatto ambientale molto inferiore rispetto ai refrigeranti tradizionali e non hanno effetti deleteri sullo strato di ozono; grazie a tali qualità, sono esenti dalle limitazioni che invece interessano i gas fluorurati.

 

La CO₂, in particolare, è un’alternativa economica e sostenibile, e sta rapidamente diventando il refrigerante naturale preferito dai professionisti del settore grazie alla sua versatilità. È adatto per un’ampia gamma di applicazioni, dagli impianti di produzione agli impianti di lavorazione, dai centri di distribuzione agli ambienti di vendita al dettaglio.

 

Scegliere soluzioni di refrigerazione naturale consente alle aziende di mantenere efficienti e all’avanguardia i propri impianti, di ridurre il loro impatto sull’ambiente e di essere meno soggette a fluttuazioni di prezzo della materia prima.

 

I sistemi di refrigerazione a CO₂, nello specifico, offrono molteplici vantaggi. Si tratta, innanzitutto, di un sistema di raffreddamento “a prova di futuro”: non ci sono riduzioni graduali di impiego né divieti in vista relativi all’impiego di CO₂ in ambito di refrigerazione. I costi tendono a essere più stabili, a differenza degli aumenti a volte imprevedibili del prezzo dei gas fluorurati. La CO₂ possiede ottime credenziali ambientali, con un GWP pari a uno in un arco di tempo di 100 anni – ossia, ha un impatto sul riscaldamento globale molto ridotto. È, inoltre, un gas sicuro poiché non è infiammabile e ha bassi livelli di tossicità.

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