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Giovedì, 8 Dicembre 2022

Il network di riferimento per le aziende italiane

Sicurezza, fondamentale alleata di ogni impresa. Consulenza mirata e tecnologie avanzate a tutela dei lavoratori

“Sicuri, insieme, si deve” è il nome della campagna promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e partita l’11 Giugno 2022, per sensibilizzare imprese, datori di lavoro e lavoratori sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Un richiamo alla responsabilità, da parte di tutti, che giunge nel corso di anni particolarmente tumultuosi per l’ambito della sicurezza sul lavoro, anni che hanno visto moltissime aziende dover ripensare in maniera radicale la propria organizzazione interna per far fronte alle nuove esigenze emerse a causa dell’esigenza pandemica.

 

Se da un lato è pur vero che gli scenari emergenziali hanno nuovamente puntato i riflettori sulla sicurezza, la realtà è che la prevenzione e la protezione sui luoghi di lavoro sono da sempre le basi fondanti di ogni tipo di attività.

 

 

 

Cos’è, perché è così importante e qual è la normativa di riferimento

 

La sicurezza sul lavoro è “la condizione per la quale tutti coloro che lavorano possono svolgere la propria attività lavorativa in sicurezza, senza essere esposti a rischio di incidenti o malattie professionali”.

 

Il D. Lgs. 81/08, ossia il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza dei Lavoratori, racchiude le norme che regolano la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il Testo Unico, emanato il 9 Aprile 2008, ha sostituito, semplificato e razionalizzato le normative precedenti e si pone come riferimento universale per datori di lavoro e lavoratori.

 

Come principio generale, la normativa ha l’obiettivo di ridurre fattori rischio, e dunque incidenti e infortuni, derivanti dai processi lavorativi e l’insorgere di malattie professionali. A seconda del contesto lavorativo preso in esame, i rischi possono essere molto diversi tra loro: un cantiere edile, avrà, ad esempio, peculiarità del tutto differenti rispetto a un ufficio, ma in nessun caso il rispetto della sicurezza può essere preso sotto gamba. Gli obblighi sanciti dal Testo Unico si applicano in tutte le aziende in cui sia presente almeno un dipendente, laddove con dipendente si intendono anche soci, tirocinanti, apprendisti, volontari, studenti presenti in azienda nell’ambito di progetti di alternanza scuola-lavoro, lavoratori a progetto e a chiamata.

 

 

 

Chi si occupa di cosa, in materia di sicurezza?

 

Gran parte delle responsabilità ricadono sul datore di lavoro, che è la figura responsabile a livello legale e garante della sicurezza in azienda.

 

Altra figura chiave è il Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), che può essere un dipendente (adeguatamente formato) nominato dal datore, un collaboratore esterno, o può coincidere con il datore di lavoro (ammesso che abbia, egli stesso, seguito la necessaria formazione).

 

I principali doveri del datore di lavoro sono offrire un ambiente lavorativo sicuro, informare e formare i lavoratori sui possibili rischi presenti sul luogo di lavoro, vigilare e verificare il rispetto delle norme antinfortunistiche, la stesura del Documento Valutazione Rischi (DVR).

 

I doveri del RSPP, invece, sono eseguire il sopralluogo degli ambienti lavorativi, verificare eventuali condizioni di pericolo, elaborare – di concerto con il datore di lavoro – i dati necessari alla descrizione aziendale e alla corretta valutazione dei rischi conseguenti, redigere i piani formativi per il personale in materia di prevenzione e sicurezza, monitorare lo status della sicurezza in azienda e programmare eventuali interventi.

 

 

 

Sicurezza e PNRR

 

Ovviamente un aspetto così importante del mondo del lavoro non poteva che essere parte anche delle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si tratta dell’articolo 20 del decreto PNRR n. 36/2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2022, che ha l’obiettivo di potenziare, attraverso iniziative promosse dall’INAIL, l’azione a tutela dei lavoratori in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e a contrasto al fenomeno degli infortuni. Fra le misure che saranno attuate:

 

 

 

 

 

 

 

La sicurezza diventa 4.0

 

Nell’era della transizione digitale, la tecnologia si sta rivelando un validissimo supporto alla prevenzione degli incidenti – pensiamo alle tante e avanzate possibilità offerte dall’Internet of Things, dalla Realtà Aumentata, dall’Intelligenza Artificiale.

 

Un primo apporto alla salvaguardia dei lavoratori, da parte della tecnologia, è dato dalla raccolta e dall’analisi dei dati. I dati sono fondamentali per monitorare persone, macchine e ambienti e sono sempre di più le aziende che immagazzinano informazione relative alla sicurezza, agli incidenti e alla loro frequenza e tipologia. Questi dati, opportunamente analizzati e incrociati, possono fornire importanti indicazioni sulle misure da adottare e sulle situazioni da correggere.

 

Uno degli strumenti più importanti, nella salvaguardia della sicurezza dei lavoratori, sono i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e anche in questo caso la tecnologia interviene a potenziarne l’efficacia. La Radio Frequency Identification (RFID) permette di applicare dei “tag” ai DPI e agli abiti da lavoro, consentendo di verificare che il lavoratore li abbia correttamente indossati e che, dopo l’utilizzo, essi siano riposti nei loro alloggiamenti.

 

Un esempio delle opportunità offerte dalla tecnologia è rappresentato dai Real-Time Locating Systems (RTLS), cioè i sistemi di localizzazione in tempo reale. Basati tecnologia ultra-wide band, prevedono l’installazione all’interno degli ambienti di lavoro di antenne, dette “ancore”, che attraverso un software di gestione monitorano in tempo reale la posizione e i movimenti di persone, veicoli, macchinari, attrezzature, ciascuno identificato da un tag univoco. Un sistema ideale per prevenire incidenti specialmente in contesti lavorativi a maggior rischio come fabbriche, industrie, magazzini, cantieri.

 

Altro esempio è la “tecnologia indossabile” (wearable devices). Già conosciuti soprattutto dagli sportivi, i dispositivi indossabili sono un altro validissimo alleato alla gestione del rischio: utili, di nuovo, specialmente in contesti di lavoro ad alto rischio, permettono di rilevare diverse tipologie di segnali fisiologici come il battito cardiaco, l’attività muscolare, la respirazione, la saturazione dell’ossigeno, la temperatura corporea. Molto importanti i sensori “uomo a terra”, che permettono di intervenire con immediatezza qualora le funzioni vitali dell’indossatore non siano più rilevati.

 

Ma c’è ancora di più. Oggi, nelle industrie, le macchine sono connesse in rete, comunicano fra loro e con gli operatori, sono in grado attraverso avanzati software di monitorare il proprio stato ed avviare da sé, quando necessario, processi di manutenzione. Si tratta di processi automatici, intelligenti, capaci di fornire un importante contributo alla sicurezza dei lavoratori.

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