PNRR, a che punto siamo? Uno sguardo agli obiettivi raggiunti nel primo semestre

Uno dei temi portanti del Festival dell’Economia 2022, organizzato dal Gruppo 24 Ore e svoltosi a Trento dal 2 al 5 Giugno, è stato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e l’importanza delle sue misure per la crescita economica, culturale e sociale del Paese. Il Festival è stato anche occasione per presentare i dati raccolti dall’Osservatorio PNRR de Il Sole 24 Ore relativi allo stato dell’avanzamento dei lavori; un appuntamento importante, specialmente in virtù delle scadenze che il Governo ha fissato per il 30 Giugno.

 

I dati emersi sono incoraggianti: dei 45 obiettivi prefissati per il primo semestre del 2022, 18 sono stati raggiunti e altri 15 sono prossimi al completamento; per altri 10 obiettivi, lo stato di avanzamento è in linea con la roadmap stabilita dal Governo e il loro completamento è previsto entro la fine di Giugno.

 

Vediamo, allora, qual è la situazione di due degli ambiti più importanti per il mondo dell’imprenditoria e dell’industria, ossia la transizione ecologica e la transizione digitale. La prima, in particolare, gioca un ruolo assolutamente primario – non a caso, una buona fetta degli obiettivi del Governo per il primo semestre 2022 erano ad essa relativi.

 

Per la transizione ecologica, dunque, i risultati già conseguiti sono:

 

  • Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette: è stato emanato il DM e la relativa direttiva ai Parchi e alle aree marine, con cui si è avviato un percorso di accompagnamento all’implementazione
  • Supporto tecnico alle autorità locali: è stato approvato l’accordo per il piano d’azione per la creazione di capacità a sostegno degli enti locali
  • Semplificazione e accelerazione delle procedure per la realizzazione di interventi per l’efficientamento energetico: sono stati introdotti gli elementi di semplificazione e accelerazione delle procedure previsti dal PNRR, incluso l’avvio del Portale in collaborazione con Enea;
  • Semplificazione e accelerazione delle procedure per l’attuazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico: è stato accelerato il processo per la semplificazione del quadro giuridico relativo
  • Misure per garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati

 

 

Sono inoltre concluse le procedure di ricezione per:

 

  • la realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento impianti esistenti
  • i progetti faro di economia circolare
  • il programma Isole verdi
  • la sostenibilità ambientale dei porti
  • la diffusione di una cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali
  • la ricerca e lo sviluppo sull’idrogeno

 

 

Per quanto riguarda la transizione digitale, i traguardi prefissati non sono stati al momento raggiunti al 100%, tuttavia il loro completamento è prossimo e comunque in linea con la tabella di marcia.

 

L’obiettivo primario è l’implementazione di infrastrutture tecnologiche di ultima generazione per la connessione a internet, e dunque banda ultra-larga e 5G: misure chiave, basilari affinché nel Paese si possa realizzare un reale sviluppo digitale. Per il primo semestre 2022, il governo prevede l’aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici per progetti di connessione più veloce (“Italia a 1 Giga”, “Italia 5G”, “Scuola Connessa”, “Sanità Connessa”, “Collegamento Isole Minori”); ragionando più a lungo termine, lo scopo è garantire entro il 2030 una connettività a 1 Gbps per tutti e la piena copertura 5G delle aree popolate.

 

Aggiudicati, per il momento, tutti i bandi tranne “Italia 5G”: la gara per coprire con il servizio di telefonia 5G le aree “a fallimento di mercato” prevista dal piano è andata deserta. Come incentivo alla sua aggiudicazione, Infratel (la società di telecomunicazioni in-house del Ministero dello Sviluppo Economico nonché soggetto attuatore dei piani banda larga e ultra-larga del Governo) ha ridotto il valore massimo del contributo da 974 milioni a 567 milioni.

 

Di grande rilevanza, per imprese e industrie, anche le misure che fanno riferimento al Ministero dello Sviluppo Economico relative ai bandi per i fondi destinati a progetti incentrati sulle fonti rinnovabili e sulle batterie, al supporto a start-up e venture capital attive nel campo della transizione ecologica, ai finanziamenti destinati alle start-up, agli investimenti destinati alla competitività e alla resilienza delle filiere produttive, agli investimenti destinati al fondo IPCEI (Importanti Progetti di Interesse Comune Europeo).

 

Per quasi tutte le misure summenzionate i traguardi sono stati raggiunti oppure sono prossimi al raggiungimento, e dunque i decreti sono stati firmati, i termini per le domande sono stati aperti, i progetti sono in fase di valutazione. Unica eccezione, i progetti relativi al fondo IPCEI, il cui ritardo – spiega il Ministero – è da attribuire alla DG Comp (Directorate General Competition) della Commissione UE che non ha ancora dato risposta alla pre-notifica effettuata ad Agosto 2021 relativa alla sezione “Industria e tecnologia” dei progetti di ricerca sull’idrogeno (l’Italia partecipa con tre progetti: idrogeno, microelettronica, cloud). Qualora non arrivi risposta entro i tempi previsti, il Ministero prevede di emanare un decreto affinché i fondi siano trasferiti ad un’altra misura.